Il Cuore della Saggezza

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Bhagavati-Prajnaparamita-Hrdaya (sanscrito)

Discorso sull'Essenza della Vittoriosa Madre, la Perfezione della Saggezza (italiano)

Il testo come lo conosco io e dalla tradizione tibetana


Così udii.. 

Una volta il Bhagavan (Buddha) dimorava con un grande numero di monaci e di Bodhisattva, sul Picco dell'Avvoltoio, vicino al paese di Rajaghra.

In quel tempo il Bhagavan era assorto in una particolare pratica di concentrazione, chiamata la "Visione Profonda".

Nello stesso tempo, il Bodhisattva, il Grande Essere, il Nobile Avalokitesvara, contemplava la pratica profonda della "Perfezione della Saggezza".

Egli vide che i cinque costituenti psicofisici sono vuoti, sono privi di una loro propria natura.

Poi, tramite il potere del Buddha, il venerabile Sāriputra si accostò al Nobile Avalokitesvara e gli chiese:

"Come deve procedere il figlio di un nobile lignaggio che desidera seguire la pratica della "Perfezione della Saggezza" ?

Il Venerabile Avalokitesvara rispose con queste parole al venerabile figlio di Saradvati:

"O Sāriputra, qualsiasi figlio o figlia di nobile lignaggio che desidera seguire la pratica profonda della "Perfezione della Saggezza" dovrebbe considerare le cose nel modo seguente, egli o ella dovrebbe comprendere che i cinque costituenti psicofisici sono privi di una loro propria inerente natura.

La forma è vacua, la vacuità è forma, la vacuità non è altro che forma e la forma non è altro che vacuità.

Allo stesso modo le sensazioni, le discriminazioni, gli elementi di formazione e la coscienza sono vacui.

Similmente, Sāriputra, tutti i fenomeni sono vacui; sono privi di caratteristiche "inerenti"; non nascono e non muoiono; sebbene non siano contaminati e non sono separati dalle contaminazioni. non diminuiscono, né crescono.

Perciò Sāriputra, in termini di vacuità non esistono sensazione, né discriminazione, né elementi di formazione, né coscienza.

Né occhi, né orecchi, né naso, né lingua, né corpo, né mente, né forme visive, né suoni, né odori, né sapori, né sensazioni tattili, né oggetti della coscienza mentale; non esistono elementi visivi, né elementi mentali (o alcuno altro dei diciotto elementi) e nemmeno elementi della coscienza mentale.

Non c'è ignoranza, né estinzione dell'ignoranza (o alcun altro dei "Dodici Anelli dell'Origine Interdipendente"), non esiste il divenire vecchi, né la morte, né l'estinzione della vecchiaia, né della morte.

Similmente, non c'è sofferenza, né origine di tutte le sofferenze, né il suo cessare, né il sentiero che conduce ad esso.

Non esiste né saggezza primordiale, né realizzazioni e neppure mancanza di realizzazioni.

Perciò, Sāriputra, poiché non ci sono realizzazioni, i Bodhisattva vivono basandosi sulla "Perfezione della Saggezza", poiché la loro mente è libera dalle ombre della nescienza, essi sono senza paura.

Trascendono l'errore e raggiungono il punto finale, il Nirvana.

Tutti i Buddha che si manifestano nei tre tempi, si risvegliano completamente nell'illuminazione perfettamente piena, seguendo la perfezione della saggezza.

Perciò il mantra della perfezione della saggezza, il mantra della grande conoscenza, il mantra supremo, il mantra comparabile a ciò che non ha paragoni, è il manta che elimina tutte le sofferenze, non ti ingannerà, quindi conoscilo come vero.

IO proclamo il mantra della perfezione della saggezza:

TADYATA GATE GATE PARAGATE PARASAMGATE BODHI SVAHA

 

Ho Sāriputra, questo è il modo in cui i grandi Bodhisattva si formano nella profonda perfezione della saggezza".

Quindi il Bhagavan riemergendo dalla concentrazione, si rivolse al Nobile Avalokitesvara con queste parole:

"Ben detto, ben detto, è proprio così o figlio mio! È proprio così!

Si dovrebbe coltivare la "Perfezione della Saggezza" proprio come tu hai detto.

Anche i Tathagata si rallegreranno di ciò!"

Quando il Buddha ebbe parlato, il venerabile Sāriputra, il Nobile Bodhisattva Avalokitesvara e il suo seguito, e il mondo insieme ai suoi dei, uomini, semidei e gandharva, si rallegrarono e molto elogiarono ciò che il Bhagavan aveva proclamato.


Spiegazione personale del testo

Così udii..
Quello che si intende con questa frase è che la persona che sta raccontando questo fatto era presente, non dice mi hanno detto o mi hanno raccontato, ma così ho udito e perciò era lì presente, e questa persona dovrebbe essere il monaco Ānanda, cugino di Buddha.
Una volta il Bhagavan (Buddha) dimorava con un grande numero di monaci e di Bodhisattva, sul Picco dell'Avvoltoio, vicino al paese di Rajaghra.

Picco dell'Avvoltoio, Rajaghra "Rajgir"
Solitamente il Bhagavan si spostava a piedi, con un gran corteo di monaci e monache, semplici devoti laici e grandi esseri umani realizzati come Arhat e Bodhisattva.
Altri esseri, provenienti da altri mondi "come dei, semidei, gandharva, ecc.", arrivavano nell'attimo in cui questi insegnamenti venivano dati.
In quel tempo il Bhagavan era assorto in una particolare pratica di concentrazione, chiamata la "Visione Profonda".

Gautama Buddha
La Visione Profonda "o Vipassanā in sanscrito" è uno stato in cui chi la pratica è completamente assorto nella totale/completa consapevolezza/presenza mentale.
Solitamente, il praticante è completamente assorto nella pratica e non può reagire agli stimoli esterni, tranne per il Tathagata, che grazie ai Poteri di un Buddha, può rimanere nei due stati, e nei due estremi contemporaneamente.
Egli, usando altri mezzi, come l'energia trasformatrice della mente di Buddha, poteva comunque essere presente alla discussione e poteva comunque parlare o dare insegnamenti "usando il rumore del vento tra le foglie, o anche la voce di altre persone, come in questo caso.".
 i Dieci Poteri di un Buddha:
    Il potere di distinguere i fatti reali dalle illusioni
    Il potere di conoscere gli effetti del karma
    Il potere di conoscere i rispettivi desideri e aspirazioni degli esseri senzienti
    Il potere di conoscere i differenti temperamenti degli esseri senzienti
    Il potere di conoscere le capacità intellettive dei differenti esseri senzienti
    Il potere di conoscere le vie e gli obiettivi delle pratiche
    Il potere di conoscere tutte le pratiche di liberazione, di meditazione e di assorbimento
    Il potere di conoscere le esistenze precedenti
    Il potere di conoscere la morte e le rinascite degli esseri senzienti
    Il potere di conoscere come si realizza l'estinzione delle contaminazioni e degli attaccamenti
Nello stesso tempo, il Bodhisattva, il Grande Essere "Mahasattva", il Nobile Arya*** Avalokitesvara, contemplava la pratica profonda della "Perfezione della Saggezza".
Arya Avalokitesvara
Il Bodhisattva è un essere che ha sviluppato la mente dell'Illuminazione (Bodhi), la mente che aspira a restare comunque nel samsara per liberare tutti gli esseri dalle sofferenze di questo.
Mahasattva significa letteralmente Grande-mente, ma significa anche Grande-essere.
Ma anche il Nobile 'Arya***' Avalokitesvara, ed egli era veramente un monumento di Saggezza e di Bodhicitta, era "nello stesso tempo" assorto e stava contemplando la Profonda "Perfezione della Saggezza", la perfetta visione della Vacuità, della mente e dei fenomeni.
Egli vide che i cinque costituenti psicofisici sono vuoti, sono privi di una loro propria natura.
Egli vide chiaramente che i cinque skandha, gli aggregati o costituenti psicofisici, tutto ciò che ci rende esseri viventi senzienti, sono privi di una loro propria natura, quindi vacui:
  • Forma (Si tratta della materia che compone i nostri corpi e si organizza per renderci capaci di interagire con gli altri fenomeni.)
  • Sensazioni (Che possono essere gradevoli, sgradevoli o neutre, necessitano di porte o organi di senso.)
  • Discriminazioni (La capacità di discriminare tra due opposti, per esempio, di scegliere tra un azione giusta o una sbagliata, o semplicemente tra qualcosa di piacevole e di spiacevole.)
  • Elementi di formazione (Le capacità che ci rendono unici come esseri, le qualità/caratteristiche della nostra formazione e le nostre capacità/caratteristiche ancestrali.)
  • Coscienza (Il flusso di coscienza che ci rende esseri viventi senzienti e capaci di sentimenti, di felicità o sofferenza mentale.)
Sono vuoti, il termine usato è sūnya**, in sanscrito (pron. shunya), che significa vuoto" vedi anche Śūnyatā e che è riferito proprio a questo aspetto.
**n.p. Gli indiani sono stati gli inventori dello zero nella matematica, in India lo zero si chiama ancora sūnya. per il modo antico di contare con delle pietruzze, il vuoto "sūnya" rimasto dopo aver tolto la pietruzza rappresentava lo zero.
Poi, tramite il potere del Buddha, il venerabile Sāriputra si accostò al Nobile Avalokitesvara e gli chiese:
"Come deve procedere il figlio di un nobile lignaggio che desidera seguire la pratica della "Perfezione della Saggezza" ?
Śāriputra era un Arhat e fu dichiarato il discepolo "più saggio", rinomato per i suoi insegnamenti.
L'Arhat è colui che ha sviluppato la Śūnyatā o Vacuità "con la V maiuscola"; quindi Śāriputra conosceva benissimo la Prajnaparamita o "Perfezione della Saggezza" e non aveva nessun bisogno di chiedere al Nobile Avalokitesvara dei chiarimenti, tanto meno di disturbare la sua concentrazione:
Qui, secondo il commentatore,entra in campo uno dei poteri miracolosi di Buddha, l'energia trasformatrice della mente di Buddha, siccome qualcuno dei presenti "tra uomini, dei, ecc.", avrà desiderato ricevere questo insegnamento, il Buddha senza parlare, o senza uscire dalla concentrazione sulla Visione Profonda, e senza far uscire dalla meditazione su Prajnaparamita neppure Avalokitesvara, lo fa parlare e rispondere a Sāriputra ed a tutto l'enorme seguito.
Il fatto che il discorso fu pronunciato da Avalokitesvara, che era estremamente famoso per la sua Bodhicitta "o Compassione con C maiuscola"; mentre proprio Śāriputra, era rinomato in quanto a Saggezza, e sarebbe stato altamente "se non più" qualificato per spiegare la Prajnaparamita all'assemblea.
Tanto più che non era nemmeno impegnato in una meditazione "come gli altri due interpreti", o almeno chi descrive la scena non lo dice.
Probabilmente il Bhagavan voleva far comprendere in questo modo, che gli aspetti della Saggezza, anche riguardo alla più considerata Bodhicitta nel sentiero Mahāyāna, la perfetta conoscenza e comprensione della Saggezza nella Prajnaparamita doveva essere considerata fondamentale anche per il più ***Arya dei Bodhisattva ed anche se il Bodhisattva ha già ben realizzato la Vacuità, deve conoscere comunque bene il Modo, per insegnare i Metodi.
Nel mentre arrivavano altri esseri, da altri mondi, per ascoltare il discorso:
Il Venerabile Avalokitesvara rispose con queste parole al venerabile figlio di Saradvati:
"O Sāriputra, qualsiasi figlio o figlia di nobile lignaggio che desidera seguire la pratica profonda della "Perfezione della Saggezza" dovrebbe considerare le cose nel modo seguente,..
Qualsiasi "figlio o figlia di nobile lignaggio" anche qui la parola nobile ***arya non riguarda un titolo mondano, una superiorità sociale, o tanto meno una razza, ma le nobili intenzioni ed il desiderio di praticare il Santo Dharma ed ottenere delle realizzazioni.
Inoltre tra i seguaci del Buddha non esisteva distinzione, vi erano sia maschi che femmine, sia i paria che i Re*°°, non si fa accenno neppure alla specie umana, si parla di tutti come figli e figlie, con estrema equanimità, "figlio persino l'ex feroce assassino Angulimala".
*°°Il Buddha era stato a sua volta Principe del regno di Kapilavastu, oggi in Nepal, ma viveva da mendicante.
Egli o ella dovrebbe comprendere che i cinque costituenti psicofisici sono privi di una loro propria inerente natura.
Di skandha o cinque costituenti psicofisici ne abbiamo parlato sopra, con Vacui si intende privi/vuoti di una natura propria, oppure "non esistenti di per se, ne senza parti, cause e condizioni".
Quindi, anche in termini ordinari possiamo affermare che ogni fenomeno reale "percepito da una mente non erronea*", non esisterebbe realmente, anche solo se fosse privato di una sua singola parte causa o condizione, tra le infinite parti, cause e condizioni che costituiscono il fenomeno, tanto meno potrebbe esistere da se "privo di cause e condizioni precedenti, esterne e/o contingenti".
La forma è vacua, la vacuità è forma, la vacuità non è altro che forma e la forma non è altro che vacuità.
Allo stesso modo le sensazioni, le discriminazioni, gli elementi di formazione e la coscienza sono vacui.
La forma, o anche la materia in fisica è vuota, è priva di caratteristiche inerenti "e non è altro che Vacuità", inoltre la stessa Vacuità è forma, con questo intende che nonostante la forma sia vuota di esistenza propria, il fenomeno continua ad esistere, a funzionare in termini ordinari, anche se "in termini di Vacuità "e nell'analisi astratta che ne fa, il figlio o figlia di nobile lignaggio" mentre sta meditando sulla Vacuità di quel fenomeno "tramite la Prajnaparamita", egli o ella sta realizzando che la natura di quel fenomeno è completamente "°*°totalmente" illusoria, persino nelle infiniti parti, cause e condizioni di cui quel fenomeno è composto e più egli va a fondo, in profondità nella "Perfezione della Saggezza", più tutti i fenomeni non hanno nemmeno l'ombra di esistenza propria; neppure si può trovare un loro punto di inizio."
°*°Mentre fuori dalla meditazione su Prajnaparamita, il fenomeno continua ancora ad esistere "in termini ordinari"
Come l'atomo è composto dal 99.99999999% di spazio vuoto e soltanto grazie alla velocità degli elettroni, grazie ai fotoni emessi ed all'interazione elettromagnetica che tiene insieme queste particelle atomiche, noi percepiamo ciò che in realtà vuoto, e fatto di spazio "ed infinite, parti, cause e condizioni", come materia solida e realmente esistente di per se; come se ciò che desideriamo o ci respinge non avesse bisogno di altre cause e condizioni per esistere, neppure della nostra interazione e potesse esistere da solo, privo di parti o cause, o separatamente da queste".
Inoltre si intende che ogni fenomeno ha la propria Vacuità, la Vacuità non è una caratteristica generale/comune per tutti i fenomeni "anche se va applicata universalmente e qui stiamo parlando soltanto di forma in questo caso, ma la stessa cosa va considerata per tutti i fenomeni: Ovvero la Vacuità di quel vaso non è la stessa cosa della Vacuità, di quel lampadario, o del corpo di questo uomo "poiché è lampante, anche grossolanamente, che le parti, cause e condizioni che producono la forma dell'oggetto "o fenomeno", sono estremamente diverse dall'uno a l'altro dei fenomeni, anche se fossero apparentemente simili, comunque l'oggetto non è neppure separato dalla sua Vacuità.
Inoltre anche gli alti 4 costituenti psicofisici "sensazioni, discriminazioni, elementi di formazione e coscienza" sono altrettanto vacui, funzionano comunque in termini ordinari, visto che prendiamo tutti quanti un corpo, ma ugualmente rimangono privi di natura propria e creati da un infinità di parti, cause e condizioni "e quindi analizzati in termini di Vacuità**°" illusori":
**°Ma a noi che ce ne viene dal sapere questo?
Apparentemente niente, ma i fenomeni analizzati nella loro Vacuità durante la visione di Prajnaparamita hanno semplicemente questa natura "Vuota", non descrivibile in termini "grossolani" ma, tale visione conduce alla Suprema Liberazione, mentre vedere soltanto i fenomeni in modo "ordinario", quindi nei consueti termini di attaccamento, repulsione ed ignoranza della loro reale natura vacua, invece no.
Per esempio, che l'aggregato "elementi di formazione", dipenda direttamente dal karma accumulato nelle vite precedenti è facilmente accettabile, come comprensibile da colui che analizza l'infinita concatenazione di parti, cause e condizioni, tramite la profonda "Perfezione della Saggezza".
Magari potremo capirlo anche noi, se per esempio analizzassimo il fatto, di non poter mai trovare un unica parte, causa, o condizione scatenante, o unica condizione iniziale, per delle qualità °°**innate in un intelletto umano, come quello di Leonardo da Vinci, o di Michelangelo.
°°** Senza tirare in ballo sempre e solo il DNA, visto che i genitori non erano sicuramente dei geni, o che, se dipendesse solo e tutto da questo DNA, questo 99,9% ed oltre di similitudine con il DNA degli scimpanzé, non farebbe talvolta, nascere anche degli scimpanzé geni, mentre nella filosofia del Buddha il DNA potrebbe spiegare soltanto, ed in parte, l'anello "nome e forma" tra i Dodici Anelli dell'Origine Interdipendente.
Similmente, Sāriputra, tutti i fenomeni sono vacui; sono privi di caratteristiche "inerenti"; non nascono e non muoiono; sebbene non siano contaminati e non sono separati dalle contaminazioni. non diminuiscono, né crescono.
Similmente agli skandha o cinque costituenti psicofisici, anche tutti gli altri fenomeni "intesi sia i fenomeni detti corpo, che quelli detti mente", ovvero tutti i fenomeni *validi o percepiti validamente da corpo e mente, sono vacui, comunque con le solite indicazioni e caratteristiche personali spiegate precedentemente.
*"non devono essere mai inclusi i fenomeni illusori, o percepiti da sensi difettosi, per esempio il trucco illusionistico, o cinematografico, o le allucinazioni dovute ad una malattia."
Di per se non nascono o muoiono, come un seme non germoglia senza cause e condizioni scatenanti, non sono separati dalle loro parti, dalle cause e condizioni, ma nemmeno uniti, neppure diminuiscono o crescono realmente "o univocamente dalla propria parte".
Rappresentazione della Prajnaparamita
Perciò Sāriputra, in termini di Vacuità non esistono sensazione, né discriminazione, né elementi di formazione, né coscienza.
Perciò, quando il figlio di nobile lignaggio è immerso nella concentrazione su la profonda "Perfezione della Saggezza", percepisce tutti questi skandha e fenomeni descritti come vacui, comprendendo che "sebbene non siano contaminati e non sono separati dalle contaminazioni. non diminuiscono, né crescono", come se osservassimo un cambiamento radicale di stato di un fenomeno, ma ci rendessimo conto che, in realtà e in termini di atomi e Vacuità, non è successo proprio niente.
Allo stesso modo, anche se vediamo gli stessi fenomeni ordinari, in termini di semplice vacuità grossolana e materialistica, subito dopo proveremo molto meno attaccamento o repulsione per certi oggetti o fenomeni.
Figuriamoci dopo una profonda analisi "della loro realtà ultima" e completa natura vuota, mediante la pratica della profonda Prajnaparamita o "Perfezione della Saggezza".
Né occhi, né orecchi, né naso, né lingua, né corpo, né mente, né forme visive, né suoni, né odori, né sapori, né sensazioni tattili, né oggetti della coscienza mentale; non esistono elementi  visivi, né elementi mentali (o alcuno altro dei diciotto elementi) e nemmeno elementi della coscienza mentale.
 Neppure i diciotto elementi sensoriali sono realmente esistenti nella Vacuità e questi elementi "i 5 sensi più la mente, le 6 porte, e le 6 coscienze, coscienza visiva, tattile, fino alla coscienza mentale" sono Vuoti e quindi chi è concentrato nella profonda Prajnaparamita, non dovrebbe neppure percepire il mondo esterno attraverso questi elementi vacui ed anche il mondo esterno dovrebbe scomparire nella Prajnaparamita.
Difficile da comprendere, per chiunque non abbia mai meditato, o abbia una visione nichilista del corpo, cosa sia la coscienza mentale, la porta sensoriale mente, o l'elemento sensoriale mente.
Chiunque consideri il cervello come l'unica e sola mente, una mente materiale fatta di cellule e connessioni biochimiche, non potrà mai comprendere il significato di questo passo, ma se osservasse da dove sorgono i cosiddetti sentimenti, o la tenerezza; o se si sentisse sinceramente in preda a disperazione, vergogna, o un altra emozione, si sentirebbe stringere al petto e non certamente scoppiare il cervello e qui stiamo parlando di mente come "pura cognizione".
Non c'è ignoranza, né estinzione dell'ignoranza (o alcun altro dei "Dodici Anelli dell'Origine Interdipendente"), non esiste il divenire vecchi, né la morte, né l'estinzione della vecchiaia, né della morte.
I "Dodici Anelli dell'Origine Interdipendente", o (Nidana), o Coproduzione Condizionata sono vacui di natura e quindi possono essere recisi*, sconfiggendo quindi la vecchiaia e la morte.
*Da una mente che realizza la Vacuità.
I primi tre Anelli sono quelli del Karma proiettante "il seme dell'esistenza", principalmente l'ignoranza è la causa scatenante.
I quattro che seguono, sono gli effetti di ciò che è stato creato dal Karma proiettante e che ci fanno rinascere come uomini, o altri esseri.
I Dodici Anelli dell'Origine Interdipendente dall'iconografia tibetana
I successivi Anelli sono le cause che completano il divenire e sono un poco come terra, acqua e concime per il seme.
Gli ultimi sono i risultati completi delle cause "la pianta", l'esistenza stessa; dalla nascita, all'invecchiamento e successivamente alla morte.
Quindi il ciclo si ripete all'infinito o fino alla liberazione (Nirvana).

Da - Karma e Astrologia Karmica

I dodici Anelli

Aspetto, cause ed effetti

Tempi

1. Ignoranza 2. Formazioni karmiche 3. Coscienza Cause: Le cause che proiettano Passato Anelli 1 - 2 - 3
4. Nome e forma 5. Sorgenti sensoriali 6. Contatto 7. Sensazione Effetti: Effetti di ciò che è stato proiettato
8. Attaccamento (brama) 9. Bramosia (afferrarsi) 10. Divenire (essere) Cause: Le cause che completano Presente Anelli 8 - 9 - 10
11. Rinascita 12. Vecchiaia e morte Effetti: Di ciò che è stato completato Futuro Anelli 4 - 5 - 6 - 7 - 11 - 12
Similmente, non c'è sofferenza, né origine di tutte le sofferenze, né il suo cessare, né il sentiero che conduce ad esso.
Qui il Buddha, tramite il Nobile Avalokitesvara, sembra quasi mettere in dubbio le basi stesse, della sua filosofia, ovvero "Le Quattro Nobili Verità", forse per questo il discorso lo pronuncia Avalokitesvara e non lo ha fatto lui direttamente.
Ma quello che intende dire è che quando viene realizzata la Vacuità, tramite la pratica della profonda Prajnaparamita, il sentiero è praticamente concluso e persino le Quattro Nobili Verità vengono percepite come Vacue, e persino la Vacuità stessa diviene anch'essa Vacua.
Come per dire, va bene tutta questa filosofia, serve all'essere ordinario, all'individuo straordinario non serve neppure più..

Le Quattro Nobili Verità (Arya Satyani)

La verità della sofferenza Finché avremo un corpo dovremo subire le conseguenze di nascita, vecchiaia, malattia e morte: Subiremo tutte le sofferenze derivanti dall'avere un corpo sensibile e quello che deriva dalle rinascite sfortunate
La verità della causa della sofferenza Finché prenderemo un corpo creeremo una grande quantità di azioni non virtuose, subiremo i frutti karmici di tali azioni, saremo trasportati da queste in stati di sofferenza ed inoltre gli altri soffriranno per causa nostra
La verità della cessazione della sofferenza Raggiungendo la liberazione dal ciclo delle esistenze (Nirvana), non saremo più costretti a subire le sofferenze del (Samsara) non creeremo più le cause per la nostra e l'altrui sofferenza: Quello che già, molti esseri fortunati hanno ottenuto lo stato di (Arhat) e Buddha.
Anche un atteggiamento più virtuoso potrà evitarci innumerevoli sofferenze e farci ottenere una futura rinascita fortunata
La verità del sentiero che porta alla cessazione della sofferenza Questo riguarda la fiducia nel sentiero (Dharma) che porta alla cessazione del ciclo delle Rinascite, alle qualità di questo sentiero, deducibile dalla tradizione consolidata dei Dharma ancora praticati da innumerevoli persone nell'Induismo, e Buddhismo, dai risultati ottenuti da Santi e mistici; dalla qualità degli insegnamenti, dalla quantità di testi ritenuti autentici, validi, non discordanti, ecc.
Ma è chiaro che il Buddha non stia parlando per assoluti, perché per la mente ordinaria, tutti questi fenomeni esistono realmente e tutti ne subiamo le conseguenze quotidianamente, ma per chi realizza la profonda "Perfezione della Saggezza", questi fenomeni fondamentali sono vacui e non ne deve subire più le conseguenze, ottenendo il Nirvana o lo stato di Buddha.
Mentre anche i Nobili Bodhisattva, nonostante rinascano, lo fanno per propria libera scelta "reincarnazione volontaria", avendo comunque realizzato la Vacuità Śūnyatā tramite la pratica della "Perfezione della Saggezza" Prajnaparamita.
Non esiste né saggezza primordiale, né realizzazioni e neppure mancanza di realizzazioni.
Perciò, Sāriputra, poiché non ci sono realizzazioni, i Bodhisattva vivono basandosi sulla "Perfezione della Saggezza",  poiché la loro mente è libera dalle ombre della nescienza, essi sono senza paura.
Ruota delle esistenze condizionate
Trascendono l'errore e raggiungono il punto finale, il Nirvana.
E' chiaro che tutte queste cose hanno significato in termini ordinari, per chi realizza la Vacuità, tutto questo perde significato, trascendono l'errore, trascendendo le qualità che gli esseri ordinari attribuiscono al Samsara, fino a negare la reale esistenza della Vacuità stessa, e raggiungendo il punto finale, il Nirvana Supremo, lo stato di Buddha Tathagata.
Tutti i Buddha che si manifestano nei tre tempi, si risvegliano completamente nell'illuminazione perfettamente piena, seguendo la "Perfezione della Saggezza".
Perciò il mantra della"Perfezione della Saggezza", il mantra della grande conoscenza, il mantra supremo, il mantra comparabile a ciò che non ha paragoni, è il manta che elimina tutte le sofferenze, non ti ingannerà, quindi conoscilo come vero.
Tutti i Buddha "del passato, presente e futuro, e delle dieci direzioni" si sono risvegliati nella Suprema Illuminazione grazie alla "Perfezione della Saggezza Prajnaparamita", quindi il valore di questo discorso sull'Essenza della Vittoriosa Madre, la Perfezione della Saggezza ed il mantra che viene proclamato adesso, hanno ambedue un valore incommensurabile e vanno riconosciuti come veri "autentico il mantra e l'autentico insegnamento di Buddha", come le realizzazioni che si otterranno da questi.
IO proclamo il mantra della perfezione della saggezza:
TADYATA GATE GATE PARAGATE PARASAMGATE BODHI SVAHA
Il Significato del mantra più o meno è questo: TADYATA (Così, in questo modo) - GATE GATE (Andato Andato) - PARAGATE (Completamente Andato) - PARASAMGATE (Completamente Andato Oltre "o al di là") - BODHI SVAHA (Così ha) raggiunto la (Bodhi "Suprema").
TADYATA O TADYATHA (In questo modo)
I due GATE "pron, Gaté" Rappresentano i due sentieri mondani, dei praticanti il sentiero inferiore, il sentiero dell'accumulazione, ed il sentiero della preparazione e perfezionamento delle qualità.
Il PARAGATE Rappresenta il sentiero ultramondano intermedio degli Arhat.
Il PARASAMGATE Rappresenta il sentiero ultramondano superiore dei Bodhisattva.
BODHI SVAHA Così ha raggiungimento del punto finale, la Bodhi Suprema dei Tathagata
Quindi questo mantra e la Prajnaparamita serviranno in ogni stadio del sentiero, fino al raggiungimento della Suprema Bodhi "Illuminazione Suprema e Completa".
Serve al praticante inferiore per accumulare meriti e saggezza.
Serve al medio per ottenere la Liberazione del Nirvana, serve al Bodhisattva per ottenere lo stato di Buddha.
Ho Sāriputra, questo è il modo in cui i grandi Bodhisattva si formano nella profonda "Perfezione della Saggezza".

Quindi il Bhagavan riemergendo dalla concentrazione, si rivolse al Nobile Avalokitesvara con queste parole:
"Ben detto, ben detto, è proprio così o figlio mio! È proprio così!
Si dovrebbe coltivare la "Perfezione della Saggezza" proprio come tu hai detto.
Anche i Tathagata si rallegreranno di ciò!"
Il Buddha, soddisfatto di quello che ha pronunciato il Nobile Avalokitesvara ripeté per due volte "ben detto" e "è proprio così" in modo da attestare l'assoluta verità delle parole pronunciate, e del loro significato di fronte a tutta l'assemblea.
Affermando anche che, persino i Supremi Buddha "di tutti i luoghi e tempi" saranno felici di questa enunciazione.
Quando il Buddha ebbe parlato, il venerabile Sāriputra, il Nobile Bodhisattva Avalokitesvara e il suo seguito, e il mondo insieme ai suoi dei, uomini, semidei e gandharva, si rallegrarono e molto elogiarono ciò che il Bhagavan aveva proclamato.
Quindi, quando il Buddha ebbe dette queste parole, probabilmente anche il Nobile Bodhisattva Avalokitesvara uscì dalla concentrazione ed insieme al resto del mondo, si rallegrò ed elogiarono il Bhagavan.
***N.p.è necessario fare sempre una premessa quando si usa la parola arya, dopo l'uso che ne è stato fatto durante il nazismo. il termine Arya, "al maiuscolo, come tradotto in questo testo" significa soltanto Nobile, di grande valore, morale, religioso, o anche storico "come potrebbe essere Arya anche il Panteon di Roma".

La parola Arya non riguarda mai, o quasi mai un popolo, tanto meno una razza..!"

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Fonetica:


Spiegazione su la differenze nel Mantra Sanscrito, rispetto alla versione in Tibetano

Il Mantra scritto in caratteri Tibetani
Qui, al centro del loto c'è la lettera AH, che rappresenta l'essenza della Prajnaparamita. 
Quindi il Mantra può essere pronunciato in più modi, secondo tradizione, o in qualunque modo modo voi lo abbiate appreso, anche in questo.

Versione tibetana con OM aggiunto (forse successivo, ma altrettanto valida).
TADYATA OM GATE GATE PARAGATE PARASAMGATE BODHI SVAHA

Il Mantra scritto in caratteri devanagari (in base al testo sanscrito del Sutra)
OM GATE GATE PARAGATE PARASAMGATE BODHI SVAHA


"Al centro, in corrispondenza del pericarpo, è sistemata la sillaba OM, che non è parte essenziale del mantra, ma un’aggiunta facoltativa ed estranea"solo una piccola parte dei manoscritti, e generalmente quelli tardi, la riportano".

Il testo, inizia col petalo posto in alto, verso destra.
Questa spiegazione l'ho tratta da: Il Sutra del Cuore - Centro Yoga Dalmine PDF"

    Gesù e l'Uso Religioso della Cannabis nella Setta Sciamanica degli Esseni

    Introduzione a Tell a story ed avvertenze a questo sito!
    Questo blog non è consigliabile "a causa di alcuni argomenti difficili e sensibili" ai minori, quindi i minori sono pregati di allontanarsi da questo sito, a meno che non ricevono il permesso dai genitori o da altri adulti loro responsabili.


    Che cosa significa Messia?

    Cristo - Di Heinrich Hofmann
    A partire da Mosè fino al successivo profeta Samuele, l’Olio Santo per le unzioni era stato usato dalla classe sacerdotale dei Leviti¯*, anche "in modo sciamanico" per curare e ricevere le rivelazioni del Signore:
    I prescelti meshù'ach* "məšīaḥ (מְׁשִיחָא) in aramaico (messia in latino)" venivano intrisi in questo potente olio a base di cannabis e che veniva chiamata in aramaico “kaneh bosm (קְנֵה בֹשֶׂם)”.

    L'unzione del re di Israele rappresenta una investitura caratterizzata dalla discesa dello Spirito divino:

    Samuele prese allora l'ampolla dell'olio e gliela versò sulla testa, poi lo baciò dicendo:
    "Ecco: il Signore ti ha unto capo sopra Israele suo popolo. Tu avrai potere sul popolo del Signore e tu lo libererai dalle mani dei nemici che gli stanno intorno»
    (1 Samuele - 10,1)
    «Lo spirito del Signore investirà anche te e ti metterai a fare il profeta insieme con loro e sarai trasformato in un altro uomo»
    (1 Samuele 10,6)
    «Samuele prese il corno dell'olio e lo consacrò con l'unzione in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore si posò su Davide da quel giorno in poi.
    (1 Samuele 16,13)”
    N.p. Ha usato volutamente il termine sciamanico "nel titolo del post", al posto di messianico e che in questo caso sarebbe stato quello più giusto:
    Il termine messianico risulterebbe inflazionato ed a causa dell'uso religioso della parola Messia "come epiteto esclusivo di Gesù, quale entità divina e parte della Trinità".
    A causa di una controversia tra ebraismo e cristianesimo, la cultura evangelica consueta, riterrei inadeguato a spiegare la mia personale ricerca e visione riguardo i fatti in questione, quanto sarebbe considerabile reciprocamente blasfemo per ognuna delle due religioni in questione "cristiana ed ebraica".
    Io, non appartenendo a nessuna di queste, non voglio entrare in una disputa che dura da secoli, ma mettere l'accento esclusivamente su l'uso sciamanico di questo olio "usato per ricevere delle visioni mistiche e curare.
    ¯*I Leviti conservano/mantengono la linea sacerdotale di Aronne e come espressamente richiesto in Esodo 30:30,31: Ungerai anche Aronne e i suoi figli e li consacrerai perché esercitino il mio sacerdozio. Agli Israeliti dirai: Questo sarà per voi l'olio dell'unzione sacra per le vostre generazioni.

    *Unto dal Signore "Unto di JHWH" o anche unto per la battaglia nella tribù di "Yehudah" dei discendenti del Re David.

    Esseni, Rapporti con il cristianesimo

    Gli Esseni erano una comunità monastica "simili alle comunità monastiche buddhiste", erano "vegetariani*", disprezzavano i sacrifici e l'uccisione di animali, vivevano in purezza, nel celibato e nella vita contemplativa.
    * In realtà alcuni alimenti animali erano concessi, come il pesce con scaglie e pinne, o le locuste.
    Famosa è la comunità di Qumran, luogo dove furono trovati i Rotoli del Mar Morto
    Da wikipedia, Gli Esseni.
    Numerosi paralleli esistenti tra gli scritti di Qumran e i vangeli canonici, hanno convinto un buon numero di studiosi del fatto che le dottrine e le tradizioni delle comunità essene abbiano costituito la base fondamentale sulla quale si è successivamente sviluppato il Cristianesimo.
    Gli indizi emersi dalle ricerche filologiche, storiche e archeologiche, testimoniano l'esistenza di rapporti tra esseni e cristiani, e legittimano l'ipotesi secondo la quale il cristianesimo e l'essenismo siano legati da una stretta parentela. In particolare, le scoperte dell'archeologo Bargil Pixner, documentate da vari esperti, tra i quali Rainer Riesner, hanno evidenziato un fatto di eccezionale rilevanza: il primo luogo di riunione della prima comunità cristiana a Gerusalemme, nonché il luogo ove si svolse l'ultima cena, era ubicato nelle immediate vicinanze del quartiere degli esseni a Gerusalemme: “Esseni e primi cristiani sarebbero vissuti a Gerusalemme, per così dire, porta a porta”.
    Ciò rende estremamente plausibile l'ipotesi di contatti diretti e frequenti tra esseni e cristiani.
    Condividevano inoltre lo stesso odio, nell'attesa della liberazione dall'oppressione romana, per la classe politica e sacerdotale "i sadducei etichettati come collaborazionisti", gli scribi e i farisei messi alla berlina anche da Gesù disse: "Farisei, sadducei, scribi, pubblicani... guai a voi!" in Matteo 23
    Inoltre, alcune evidenze di ordine storico, hanno convinto molti studiosi del fatto che siano avvenute conversioni in massa di esseni al cristianesimo.
    Secondo Otto Betz e Rainer Riesner: "Dobbiamo anche tener conto che un gran numero di esseni si convertì a Gesù come messia. Questi esseni convertiti formavano una cerchia di teologi che per quei tempi poteva ritenersi altamente qualificata."
    Dall'altra parte, il gruppo di Gesù era una comunità aperta e vi facevano parte tutti quelli che lo volevano e sicuramente non erano tutti esseni "o ex-esseni", il gruppo esseno invece, era una comunità chiusa e segreta: Degli apostoli conosciamo i nomi, degli esseni era vietato il divulgarli.
    Gli esseni stabilivano gerarchie, mentre Gesù insegna..
    "chi vuol esser grande fra voi sia il servitore.."
    La Regola Comunitaria di Qumran insegna ad amare i figli della luce e a odiare i figli delle tenebre, addirittura a maledirli, Gesù si contrappone a questo comando che, si noti, non si trova nell'Antico Testamento (ma era insegnato proprio dagli esseni) il suo monito: "Voi avete udito ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico ma io vi dico amate quelli che vi odiano".
    Forse il messaggio di pacifismo ed apertura al mondo estrema del cristianesimo non arrivava a tutta la comunità essena, ma raggiungendo comunque delle persone qualificate ed innescando una rivoluzione "ma probabilmente anche diaspora e divisione nella comunità di Qumran".


    L'unzione con l'Olio sacro

    L'unzione con l'Olio Sacro faceva parte della tradizione sacerdotale dei Leviti, dei riti degli Esseni, faceva parte del rituale per la consacrazione dei Re di Israele, in particolare dall'unzione di Re Davide, quindi nell'investitura dei suoi discendenti, tra cui Gesù e che era "oltre che un discendente diretto di Re Davide, della tribù di Yehudah (Giuda)" un Esseno¨°¨ e un Nazireo.
    Gli Esseni erano considerati ottimi medici e guaritori, come si deduce anche da Atti di Pietro e dei Dodici Apostoli:
    Diede loro il sacchetto delle medicine e disse, “guarite tutti i malati della città che credono nel mio nome.”
    Pietro ebbe timore nel rispondergli per la seconda volta. Egli indicò a colui che gli stava di fronte, che era Giovanni: “Dici questo.”
    Giovanni rispose e disse, “Signore, prima eravamo timorosi nel dirti molte parole. Ma sei tu che ci chiedesti di esercitarci in questo modo.
    Non siamo stati istruiti ad essere guaritori.
    Come sapremo guarire i corpi poiché è questo che ci hai detto?”
    Quindi Gesù poteva considerarsi un eccellente/esperto teologo/guaritore esseno, ma la stessa cosa non si poteva affermare degli apostoli, probabilmente l'Olio Sacro alla marijuana, per gli apostoli "e non esperti in medicina, o in teologia, come Gesù", doveva essere considerato come una panacea per tutti i mali ed un unguento santo e miracoloso, anche per tutti i primi cristiani.

    Trall'altro stiamo parlando di una Prescrizione Divina, riconosciuta tale, fatta propria dall'ideologia individualista degli esseni ed ereditata dai primi cristiani.
    Tanto che, dopo la scomparsa di Gesù, Giacomo suggerisce: "Qualcuno di voi è infermo? Chiami gli anziani, della chiesa, ed essi preghino su di lui, ungendolo di olio nel nome del Signore". (Vangelo di Giacomo 5:14) "Si parla di Giacomo il Giusto fratello amatissimo di Gesù."

    Negli Atti di Tomaso, atto decimo e dove Migdonia riceve il battesimo, 121: "Migdonia si scoprì il capo e si pose davanti al santo apostolo. Egli, allora, prese l'olio e si accinse a versarlo sul suo capo, dicendo: "Olio santo, datoci per l'unzione, nascosto mistero della croce, che attraverso di lui è reso visibile, tu che rafforzi le membra malate, tu Signore nostro Gesù vita, salute e remissione dei peccati, manda la tua potenza affinché dimori in questo olio e fa' che la tua santità abiti in esso!". Versando l'olio sul capo di Migdonia, disse: "Guariscila dalle sue ferite del passato, lava le sue piaghe, fortifica la sua debolezza!".
    Da qui i giusti attributi di Gesù "il Cristo", "il Nazareno", "il-un* Messia", la sua affermazione "veritiera" di essere stato consacrato come "Re dei Giudei", come discendente diretto di Re Davide e tramite l'unzione con l'Olio Sacro.
    *Uno dei numerosi Meshua "Messia" (מְׁשִיחָא) in ebraico", che venivano intrisi con questo potente olio a base di cannabis, diventavano in questo modo degli unti del Signore e potendo così riceverne le rivelazioni "ma anche guarire, battezzare, ecc..


    Gesù di Nazaret o Gesù il Nazareno?


    Il problema del titolo Nazareno
    "Fu Matteo°°** il primo a diffondere l'equivoco secondo cui il titolo "Gesù il Nazareno" avrebbe qualche riferimento con la città di Nazareth.
    Nella Cristianità, il tema "essere un Nazareno", così come lo rappresentano Marco e Luca, è basato su un giochetto di traslitterazione dall'aramaico al greco [ar. Nozorai - gr. Nazoraios, ebr. Nozri, N.d.T.], attraverso il quale si è tentato di associare il titolo stesso con la città di Nazareth in Galilea (la cui esistenza, in quel periodo, è del tutto dubbia). In conseguenza di ciò la città viene identificata come il luogo di residenza del Messia che deve venire...
    La forma ebraica per Nazareth è NZRT, che è tarda ed è stata indicata come Nazrat o Nazeret, invece la forma greca Iesous o Nazoraios deriva dall'aramaico Nazorai.
    Le forme Nazoraios, Nazarenos, Nazaraenus, provano tutte che gli scribi ecclesiastici conoscevano l'origine della parola e sapevano benissimo che non era derivata da Nazareth.

    (Prof. Daniel Gershenson, ex archeologo, filologo e cattedratico di Studi Classici presso lo Humanities Center della Università di Tel Aviv)
    °°**Ma in quale Matteo, quello tradotto molti anni dopo, o l'originale in lingua ebraico/aramaica, detto il Vangelo dei Nazareni..?
    "Il Nazireato (in ebraico: נזיר, Nazir, cioè consacrato "separato") è, nella Bibbia, la consacrazione di un ebreo a Dio con il conseguente voto di seguire alcuni rigidi precetti di vita; Il consacrato è detto nazireo o anche nazareo.
    Gli obblighi inerenti a questo voto sono illustrati nella Bibbia, nel Libro dei Numeri (6,1-21) e nel Libro dei Giudici (Gc13,1-14): il nazireo non può mangiare cibi impuri, non può bere vino, né aceto, né liquori, non può avere contatti con cadaveri e deve lasciarsi crescere i capelli.
    «Or dunque, guardati bene dal bere vino o bevanda alcoolica, e dal mangiare alcun che d’impuro.
    Poiché ecco, tu concepirai e partorirai un figliuolo, sulla testa del quale non passerà rasoio, giacché il fanciullo sarà un Nazireo consacrato a Dio dal seno di sua madre, e sarà lui che comincerà a liberare Israele dalle mani dei Filistei
    (Giudici 13:4-5)
    In alcuni passi dei Vangeli e degli Atti degli Apostoli, il termine appare riferito a Gesù Cristo e ai suoi seguaci. Per questo motivo è stato ipotizzato da alcuni autori che anche Gesù fosse stato un nazireo (volontario o obbligato), ma la questione rimane ancora oggi piuttosto controversa."
    da Wikipedia - Nazireato
    Persino in Luca, nell'annuncio della nascita di Giovanni il Battista, si parla di lui come di un nazireo:
    «Ma l'angelo gli disse: Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita; tua moglie Elisabetta ti partorirà un figlio, e gli porrai nome Giovanni...
    Perché sarà grande davanti al Signore. Non berrà né vino né bevande alcoliche, e sarà pieno di 'Spirito Santo°°' fin dal grembo di sua madre» (Luca 1:13-15)
    °°Nazireo o consacrato
    Inoltre, riguardo allo stesso Gesù, nell'Ultima Cena:
    «Poi prese un calice di vino e, dopo averne ringraziato Dio, disse: Prendete questo, e dividetelo fra voi.
    Perché non berrò più vino, fino a quando non verrà il Regno di Dio»
    (Luca 22:17-19)
    Inoltre, ai tempi di Gesù, non c'erano mezze misure riguardo al taglio dei capelli, neppure le forbici moderne.
    L'usanza per gli uomini, tra le persone comuni "tranne i rabbini", era di radersi "compreso la testa", anche per le più comuni ragioni igieniche: 
    Anche la stessa iconografia e le immagini come la sindone o la veronica ecc., propongono l'aspetto di un uomo con barba e capelli fluenti.
    Ed in Numeri 6:5 si parla proprio di rasoio: "Per tutto il tempo del suo voto di nazireato il rasoio non passerà sul suo capo; finché non siano compiuti i giorni per i quali si è consacrato al Signore, sarà santo; si lascerà crescere la capigliatura." 


    Le origini dell'attributo Figlio di Dio

    Il re consacrato con l'olio alla cannabis non è solo l'eletto, ma anche il figlio di Dio, una terminologia utile per esprimere il dovere di eseguire la volontà del padre:

    «Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio.
    Se farà il male, lo castigherò con verga d'uomo e con i colpi che danno i figli d'uomo»
    (2 Samuele 7,14)
     Nell'orizzonte della ideologia regale il Messia, discendente del re Davide, assume un rapporto filiale con Dio tramite l'unzione con questo olio sacro.
    «Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre.»
    (Luca 1:32)
    In Matteo sono chiamati figli di Dio "gli operatori di pace", (Matteo 5:9)
    Quando (figlio di Dio) viene utilizzato nell'ebraismo, il termine è attribuito ad Israele o agli esseri umani in generale, e non come un riferimento al Messia ebraico.
    Nel giudaismo il termine Messia ha un significato e un uso più ampio e può fare riferimento ad una vasta gamma di persone ed oggetti, non necessariamente legati alla genealogia ebraica.


    Le fonti bibliche

    Anche secondo il famoso Rabbino Aryeh Kaplan nel suo libro "The Living Torah" (1981) una traduzione dei Cinque Libri di Mosè e del Haftarot, la cannabis era un ingrediente dell'olio per la sacra unzione, menzionato in vari testi sacri ebraici:
    L'erba in questione "kaneh-bosem, o canaa-bosim, o qěnēh-bosim in ebraico è più comunemente conosciuta come marijuana e viene menzionata più volte nel Vecchio Testamento come oggetto di baratto, incenso ed ingrediente per l'olio della sacra unzione e utilizzato per le unzioni dal sommo sacerdote del tempio.

    C'è anche da aggiungere l'uso sciamanico "messianico", dell'olio alla cannabis, da parte degli Esseni "e di cui faceva parte anche Gesù", per ottenere delle visioni ed entrare in contatto con la Divinità, curare, o almeno per motivi rituali dei sacerdoti leviti.

      Una prescrizione divina

      La tradizione dell'olio sacro per le unzioni deriva direttamente da Mosè, e secondo la Bibbia, le indicazioni per creare questo olio furono date a Mosè direttamente da Dio:
      «L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo:
      Prenditi anche dei migliori aromi: di mirra vergine, cinquecento sicli; di cinnamomo aromatico, la metà, cioè duecentocinquanta di kaneh bosm, pure duecentocinquanta di cassia, cinquecento, secondo il siclo del santuario e un hin d’olio d’oliva (Esodo 30:22:23:24)
      • mirra vergine peso di cinquecento sicli*, cioè circa 5-6.5 Kg;
      • cinnamomo profumato, peso duecentocinquanta sicli, cioè circa 2,5-3 Kg;
      • kaneh bosm (fiori di cannabis), peso duecentocinquanta, cioè circa 2,5-3 Kg;
      • **cassia, peso cinquecento sicli, cioè circa 5-6.5 Kg;
      • un hin°* d'olio d'oliva, circa 3.66 litri.
      (*sicli del santuario)
      Il siclo (sheqel in ebraico) è un'antica unità di peso. Era in uso nel medio oriente e nella Mesopotamia.
      Per lo più si intende un'antica unità di peso ebraica.
      Il termine deriva dal verbo ebraico "shaqal", che significa "pesare".
      Il valore è notevolmente variato nel tempo e nei diversi luoghi.
      Il peso del siclo ebraico poteva variare tra i 10 e i 13 grammi.
      1 siclo = 2 bèqaʽ 11,4 g
      Un siclo valeva 20 ghere e cinquanta sicli formavano una mina.
      Un talento era pari a 3000 sicli (circa 30–40 kg) come si ricava da Esodo 38, 25-26.
      L'armatura di bronzo del gigante Golia pesava 5000 sicli (1 Samuele 17, 5), cioè 50 – 65 kg.
      °*Dalla Bibbia scopriamo anche le misure di capacità egizie, esistenti in età pre-diluvio universale.
      1 efa= 22 litri; 1 hin = 4 litri
      1 log = 0.3055 litro.
      Inoltre, bisogna anche dire, viste le quantità di cannabis richieste "circa 2,66 kg", in una quantità relativamente esigua di olio "circa 3,66 litri e compreso gli altri componenti, cannella e mirra°°*°°"; molto probabilmente stiamo parlando di cannabis con una grandissima percentuale di resina "probabilmente dell'hashish primordiale, (Geremia (6):20) adatto al trasporto marittimo, quindi di maggiore costo (Isaia (43):24), peso specifico e principi attivi".

      Cinnamomo e Cassia

      **Per quanto riguarda la cassia, è estremamente probabile che si parli della cinnamomo cassia", non so se con quel "pure duecentocinquanta di cassia, cinquecento", in realtà si intendesse "oppure, (se non c'è il cinnamomo va bene anche la cassia, ma devi mettercene il doppio)", così la quantità/percentuale, la logica degli ingredienti sarebbe molto più accettabile e comprensibile.

      Secondo la tradizione si sarebbero ottenuti 12 log, vale a dire circa 3.66 litri di Olio Sacro.
      Con "i migliori aromi", è chiaro che si intenda della migliore qualità, questo vale anche per il tipo di marijuana da usare.
      °°*°°Sicuramente non si parla di mirra liquida, pare che la distillazione delle essenze fu scoperta da Avicenna, intorno al 1000 d.C.
      "Il Ministro della Giustizia Ayelet Shaked,
      ultra conservatore, ha definito il provvedimento come "una pietra miliare, migliaia di persone normali non saranno più considerate criminali"."
      Israel gives green light to decriminalise marijuana use
      Nella traduzione occidentale della Bibbia, kaneh bosm (קְנֵה בֹשֶׂם) canna odorosa, viene tradotto come calamo aromatico "acorus calamus", una pianta palustre di origine nord/centro asiatica "delle zone temperate, escluso la Cina", oppure proveniente dalle zone temperate dell'Europa e del Nord America:
      Questa pianta "tranne per la varietà americana e che chiaramente non era conosciuta prima del 16/17° secolo" possiede una tossina l'asarone in due isomeri: alfa- e beta-asarone, quest'ultimo è tossico, carcinogenico "cancerogeno" ed epatotossico "danneggia il fegato", inoltre sarebbe stata estremamente difficile "se non impossibile" da reperire in Palestina "e soprattutto nelle zone desertiche dove vissero Mosè e Gesù", ma al contrario la cannabis "anche la canapa cosiddetta indiana" era molto comune ed usata da millenni, i fiori di kaneh bosm venivano comunemente commerciati dai mercanti Siriani, Arabi e Fenici - Ezechiele (27):19", come incenso, sostanza medicinale, o per le sacre offerte nel tempio.


      Fonti etimologiche

      Anche l'etimologia kaneh bosm, ricorda molto il nome latino di cannabis e soprattutto nel termine più antico e medioevale di canābis "con una (a) lunga", che manifesta anche l'origine straniera "aramaica siriaca" o dall'ebraico.
      In "Ezechiele 27:19*" si parla di una provenienza, insieme alla cassia "cinnamomum cassia", dal paese di "Vedan Javan d’Uzzal", originaria quindi dell'India ed importata tramite i mercanti arabi "o yemeniti".
      °*°“Vedan Javan d’Uzzal provvedono i tuoi mercanti; ferro lavorato, cassia, kaneh bosm, sono fra i prodotti di scambio - Ezechiele (27):19:
      °*°Uzzal era una città della Siria nord-orientale, da cui Nabucodonosor prendeva il suo vino "secondo la parola.net", ma non sembrerebbe che si parlasse di vino in questo caso e comunque anche il vino degli antichi era abbondantemente drogato.
      Se per Javan è semplice pensare all'isola di Giava, il nome Vedan riguarderebbe quasi certamente i Vedá, che sono un'antichissima raccolta di testi sacri dei popoli Arii che invasero intorno al XX secolo a.C. l'India settentrionale, costituenti la civiltà religiosa vedica.
      Inoltre, insieme alla kaneh bosm, doveva essere reperibile in loco anche la cassia "cinnamomum cassia", utile a drogare il vino, ma difficile da coltivare nel clima della Siria, ma da sempre coltivata e proveniente da questa parte di Asia o dalla Cina.
      Ebook: "The biblical geography of Asia Minor, Phoenicia, and Arabia" pag. 306
      "Tu non m’hai comprato con denaro della kaneh bosm, e non m’hai saziato col grasso de’ tuoi sacrifici; ma tu m’hai tormentato coi tuoi peccati, m’hai stancato con le tue iniquità.”
       "Isaia (43):24"
      “Che m’importa dell’incenso che viene da Seba, della kaneh bosm che viene dal paese lontano.
      I vostri olocausti non mi sono graditi e i vostri sacrifici non mi piacciono.”
      "Geremia (6):20"
      Il termine ebraico biblico qěnēh-bośem, letteralmente "canna aromatica" (qěnēh- "canna", bośem "aromatica"), probabilmente si riferisce alla cannabis secondo alcune etimologisti, ma è più comunemente pensato per essere citronella , calamo, o anche di canna dolce, a causa di problemi di traduzione diffusi.
      La Bibbia ebraica la menziona in Esodo 30:23, dove Dio comanda a Mosè di fare un olio santo di mirra , cannella , qěnēh-bośem e cassia per ungere l'Arca dell'Alleanza ed il Tabernacolo (e quindi il tempio di Dio a Gerusalemme).
      In particolare, questo olio per l'unzione è una speciale formula a base di erbe che funziona come una sorta di smalto e profumo per l'Arca ed il Tabernacolo, e la Bibbia vieta la sua fabbricazione e l'uso per ungere le persone ( Esodo 30: 31-33 ), con l'eccezione del sacerdozio di Aronne ( Esodo 30:30 ).
      da Wikipedia in inglese: Etymology of cannabis
      Anche l'antropologa polacca Sula Benet ha affermato nei suoi scritti:
      “La pianta conosciuta come kaneh-bosm o kneh-bosm (in ebraico קְנֵה-בֹשֶׂם) menzionata nel Vecchio Testamento e per come si relaziona l'uso religioso della cannabis. Kaneh-bosm è citata due volte nell'Antico Testamento come parte dell'olio per l'unzione sacra utilizzato nel tempio ed è stata interpretata dal re Giacomo come calamo (una pianta che è conosciuta in Nord America nello sciamanesimo e in Atharva vedica) ed è stato riscoperta nel mondo moderno volta a ottenere una molecola conosciuta come asarone che è considerato un precursore delle trimethoxyamphetamine, (metanfetamine).
      Attraverso etimologia comparativa, analisi di testi antichi (tra cui la lingua ebraica pre-semitico), e consistenze farmacologiche, essa sostiene che la parola kaneh bosm si riferisce in realtà alla cannabis ed è stata utilizzata in antichi riti religiosi ebraici, come medicina e sacramento rituale.
      il lavoro della Benet è un esempio che il consumo di cannabis ha una lunga storia culturalmente importante, e che la criminalizzazione e demonizzazione della cannabis è una recente invenzione (un evento del secolo precedente) rispetto alla Torah (risalente almeno a 3.000 anni fa).
      Mentre le conclusioni della Benet riguardanti l'uso psicoattivo della cannabis non sono universalmente riconosciute tra gli studiosi ebrei, non vi è accordo generale che la cannabis non sia stata usata nelle fonti talmudiche per riferirsi a fibre di canapa, la canapa era un bene di vitale importanza prima che la biancheria in lino e cotone la sostituisse*.
      A causa delle ricerche della Benet, è ora confermato che la cannabis appare in antichi testi ebraici scritti con le lettere ebraiche קְנֵה - בֹשֶׂם, tradotto nelle nostre forme alfabetiche come aneh-bosm, o kaneh- bosm o kineboisin.
      Il libro dell'Esodo registra l'evento di Mosè che riceve le istruzioni per la fabbricazione e la distribuzione dell'olio santo”
      "Il carattere sacro della canapa in tempi biblici è evidente da Esodo 30:23, dove è stato istruito Mosè da Dio per ungere la tenda del convegno e tutti i suoi arredi con olio appositamente preparate, contenente fiori di canapa.
      Nel corso del tempo, le due parole kaneh e bosem sono stati fusi in un unico, kanabos o kannabus pervenuto a noi dal Mishna.Secondo il Webster New World Hebrew Dictionary "pagina 607" l'ebraico per la canapa è kanabos.
      Nel 1980 la Hebrew University di Israele ha confermato l'interpretazione di Sula Benet sul Kaneh bosm (kineboisin) come fiori di canapa.

      Tratto da Wikipedia - Sula Benet
      *n.p."Il cotone proveniva dalle zone tropicali e con grandi riserve idriche, Egitto, o India "come qualunque prodotto importato doveva essere molto costoso", mentre il lino, di produzione più settentrionale, cresceva nei luoghi più temperati, era comunque un tessuto molto prezioso e pusato per i paramenti sacri.
      Probabilmente canapa e lana sono state,
      per secoli, le uniche fibre conosciute, economiche e comunemente usate in Palestina."


      Cannabis e cristianesimo


      Il crisma (unzione con l'olio santo) è superiore al battesimo, perché è dalla parola crisma che siamo chiamati cristiani.
      "Vangelo Apocrifa di Filippo"

      "Sei disposto a essere unto con l'Olio di Dio?
      Perciò siamo i cristiani e siamo chiamati a questo conto, perché siamo unti con l'olio di Dio.                         "Teofilo di Antiochia (181dC)"

      Atti di Tomaso, atto decimo, Migdonia riceve il battesimo:
      "Migdonia si scoprì il capo e si pose davanti al santo apostolo. Egli, allora, prese l'olio e si accinse a versarlo sul suo capo, dicendo: "Olio santo, datoci per l'unzione, nascosto mistero della croce, che attraverso di lui è reso visibile, tu che rafforzi le membra malate, tu Signore nostro Gesù vita, salute e remissione dei peccati, manda la tua potenza affinché dimori in questo olio e fa' che la tua santità abiti in esso!". Versando l'olio sul capo di Migdonia, disse: "Guariscila dalle sue ferite del passato, lava le sue piaghe, fortifica la sua debolezza!".


      Le radici della parola cristiano

      Quindi qui si afferma che, in un certo senso, i cristiani esistevano ancora prima della nascita di Gesù ed il termine cristiano deriva dalla parola greca "crisma", quindi anche l'attributo di Cristo "traduzione greca di məšīaḥ (מְׁשִיחָא)", che viene associato direttamente alla figura di Gesù ed agli attuali cristiani "come discepoli di Gesù" è invece di origine molto più antica e riguarda anch'essa il sacramento dell'unzione ebraica "in particolare essena e levitica" con l'Olio Sacro.
      Quindi l'origine dei cristiani dovrebbe essere cercata nell'Ebraismo Esseno, di cui Gesù era probabilmente uno dei più importanti* "o il più importante" rappresentante e tra gli Ebioniti*^ "dal termine ebraico Evionim (אביונים) e che significa poveri".

      *Molti dei parenti di Gesù erano o ruotavano intorno alla comunità degli Esseni, compreso Lazzaro, e Giovanni il Battista.
      *^Gli Ebioniti negavano la divinità e la nascita verginale di Cristo e predicavano l'osservanza della legge giudaica; consideravano Paolo di Tarso un apostata e usavano solo un proprio Vangelo detto appunto degli Ebioniti, vangelo apocrifo ma del tutto analogo al Vangelo di Matteo.


      I Primi Cristiani Secondo il Panarion

      ¨°¨Gli Esseni Nazareni - erano Ebrei per provenienza - originariamente da Gileaditis (Transgiordania) "dove i primi seguaci di Yeshua fuggirono dopo il martirio di Giacomo, fratello di Gesù", a Bashaniti e in Transgiordania.
      Essi riconoscevano Mosè e credevano che avesse ricevuto delle leggi, ma non la nostra legge ma delle altre.
      E così, essi erano Ebrei che rispettavano tutte le osservanze ebraiche, ma non offrivano sacrifici e non mangiavano carne.
      Essi consideravano un sacrilegio mangiare carne o fare sacrifici con essa.
      Affermavano che i nostri Libri sono delle falsità, e che nessuno dei costumi che essi affermano sono stati istituiti dai padri.
      Questa era la differenza tra i Nazareni e gli altri”
      (Panarion, parte 18 "Epifanio Contro i Nazareni")
      Google book - The Panarion of Ephiphanius of Salamis (eng)


      Le radici del Vangelo secondo Matteo

      Gli Ebioniti e i Nazareni usavano il Vangelo Ebraico "e che dovrebbe essere il primo Vangelo scritto ed accettato da essi", che però non è completamente simile a quello considerato l'ufficiale di Matteo, bensì venne alterato in vario modo dai greci "circa due secoli dopo".
      Nel suo De viris illustribus, Girolamo narra che all'epoca del suo racconto (392) nella biblioteca di Cesarea Marittima esisteva un libro composto da Panfilio martire e che i Nazareni di Aleppo gli permisero di copiare; Girolamo si riferisce a questo libro come all'originale ebraico e afferma che il vangelo usato da Nazareni ed Ebioniti era considerato da molti l'originale di Matteo.
      Dice Girolamo: "Matteo scrisse il Vangelo di Cristo nella lingua degli Ebrei, per quelli che s'erano convertiti dal giudaismo*".


      Ebrei e cristiani

      In realtà, i primi cristiani erano ebraici, come lo era Gesù, erano circoncisi e tendenzialmente iconoclasti, compreso i primi martiri cristiani di Roma "si nota anche dal simbolismo esistente nelle catacombe e si può dedurre anche dalle tematiche affrontate nel Concilio di Gerusalemme (49 d.C.)".

      Simbologia dei primi cristiani, catacombe romane.
      « I [Nazareni] posseggono il vangelo secondo Matteo, assolutamente integrale, in ebraico, perché esso è ancora evidentemente conservato da loro come fu originariamente composto, in scrittura ebraica. Ma non so se abbiano soppresso le genealogie da Abramo fino a Gesù »
      (Epifanio, Panarion, 29,9,4)
      « I [Nazareni] accettano unicamente il Vangelo secondo gli Ebrei e chiamano apostata l'apostolo* »
      * l'apostolo Paolo di Tarso
      (Teodoreto, Haereticarum Fabularum Compendium, 2,1)
      « I [Nazareni] hanno usato soltanto il Vangelo secondo Matteo »
      (Teodoreto, Haereticarum Fabularum Compendium, 2,2)
      « Matteo in Giudea è stato il primo a comporre il vangelo di Cristo in lingua e scrittura ebraica [...]. Il testo ebraico è tuttora conservato nella Biblioteca di Cesarea [...]. Anche a me, dai Nazarei che in Berea, città della Siria, si servono di questo libro, è stato dato il permesso di ricopiarlo »
      (Girolamo, De viris illustribus 3)
      « Nel vangelo secondo gli Ebrei, che è stato scritto in lingua caldea e siriaca ma con caratteri ebraici, e di cui ancor oggi si servono i Nazareni, "secondo gli Apostoli" o, come preferiscono i più, "secondo Matteo", conservato nella biblioteca di Cesarea, la storia racconta... »
      (Girolamo, Contra Pelagianos 3,2)
      « Nel vangelo che usano i Nazareni e gli Ebioniti, che recentemente io ho tradotto dall'ebraico in greco e che i più considerano il Matteo autentico, quest'uomo che ha la mano arida... »
      (Girolamo, Comm. I in Matth. 12,13)
      « Infatti gli apostoli pensavano di vedere uno spirito, o secondo il Vangelo degli Ebrei che leggono i Nazarei, un fantasma senza corpo »
      (Girolamo, Comm. in Is. 18 pref.)
      Da Wikipedia, Vangelo degli Nazarei 


      Unzione ed abluzione

      Il primo effetto dell'unzione con l'Olio Sacro alla cannabis è lo sviluppo di un grande calore nel corpo, questo rende necessario raffreddare l'unto con dei bagni in acqua, questo spiegherebbe anche la presenza di vasche per l'acqua "in pieno deserto", nei luoghi dove si riunivano solitamente gli esseni e i cristiani, queste vasche sarebbero anche state usate per raffreddare il corpo dopo l'unzione rituale con l'Olio alla cannabis.
      Vasca per le immersioni rituali (mikveh), Qumran
      Dobbiamo anche considerare, quanto sarebbe assurdo trasportare una così grande quantità di preziosa acqua nel deserto ed usarla solo per lavarsi, quando è sufficiente usarne pochissima "magari sfregandosi con un panno bagnato" per ottenere il medesimo risultato.

      Poi è molto più logico pensare, che gli Esseni "univocamente considerati degli igienisti" non si lavassero tutti quanti nella medesima acqua, ma che usassero le vasche "come fanno oggi i giapponesi" soltanto dopo una precedente pulizia a fondo, fatta con pochissima acqua e queste vasche per scopi ben differenti dalla pulizia personale.
      Anche per i Romani l'uso dell'acqua delle terme era un po più complesso del odiernamente immaginabile, si usava precedentemente ungersi con dell'olio d'oliva, raschiandolo via con uno strumento per eliminare lo sporco dalla pelle.
      Anche in Atti di Tomaso - Atto decimo: Migdonia riceve il battesimo si parla prima di unzione con l'Olio Sacro e solo in un secondo tempo di abluzione in vasca:
      ...versò l'olio sul loro capo dicendo: "Gloria a te, frutto amato! Gloria a te, nome di Cristo! Gloria a te, potenza nascosta, che abiti in Cristo!".
      Mentre parlava, essi portarono una ampia vasca, ed egli li battezzò...


      Il Battesimo del Fuoco

      La causa/effetto di questa unzione, ovvero lo sviluppo di una grande quantità di calore e la necessità di immergere l'unto nell'acqua, spiegherebbe anche il passo del Vangelo in cui Giovanni Battista dice:
      “Certo, io vi battezzo con l'acqua, ma dopo di me verrà un altro, ...sarà l'Inviato del Signore: “Costui vi battezzerà in Spirito [Santo*] e fuoco”
      (Luca - 3,15-18)
       *(Per gli ebraici è inconcepibile parlare di "Spirito-Santo" come emanazione di Dio "sarebbe stato considerato estremamente blasfemo", ivi compreso per un estremista ebraico come Gesù, nella Torà si parla sempre di Spirito come di "unione" con lo spirito divino.
      Il dogma della trinità è stato sviluppato nel IV secolo d.C. e proviene dalla filosofia pagana, inseritasi nella cristianità di quel tempo, non dalle Sacre Scritture, le quali non contengono nessuna rivelazione a riguardo, anzi in esse c'è l'eclatante dichiarazione dell'unità di Dio da parte di Mosè:
      "Ascolta, Israele: Il Signore Iddio nostro è l'unico Signore
      "
      Deuteronomio 6,4-9)
      Sia il termine usato per la traduzione "sia il concetto*", come anche la descrizione della discesa dello Spirito Santo sotto forma di colomba, mi appaiono soltanto come una mistificazioni, usate per descrivere "in modo molto semplicistico" delle esperienze mistiche o delle visioni ricevute durante l'uso di una potente droga psicotropa ed il fuoco la causa/effetto dell'unzione con questo potentissimo olio alla cannabis.
      *(Il Vangelo di Luca è stato scritto tra il 70 e il 100 d.C., tutti i fatti sono stati riportati molto tempo dopo la morte di Gesù, quindi tradotti molto successivamente e secondo una visione ed una tradizione greco/latina "post pagana**")
      Anche l'episodio dell'orto dei Getsemani, nel Vangelo di Luca (22,44), fa pensare:
      Si parla di un Gesù in agonia, di grosse e dense gocce di sudore che scendevano dalla sua testa e che apparivano come grumi di sangue:
      Ed egli, essendo in agonia, pregava ancor più intensamente; e il suo sudore divenne simile a grumi di sangue che cadevano a terra. (Luca 22,44 - Nuova Diodati)
      Anche a causa di questo olio, per la marijuana "e la cannella" contenuta, il sudore dell'unto doveva apparire molto denso "resinoso", di odore e di colore molto intenso "rosso scuro o marrone".
      Inoltre nel Nazoreo "colui che segue i voti di Nazireato" la cui grande massa dei capelli "fatti crescere lunghi ed incolti come nei Rastafari" e l'uso di impregnare la testa con questo olio come in 1 Samuele 10:1;
      (mescolato al sudore, colerebbe proprio come grumi di sangue..)
      O come quando si unge un malato o un moribondo,
      come è descritto nel Vangelo di Giacomo, oppure in agonia come in questo caso:
      C'è qualcuno che è malato? Chiami gli anziani della chiesa ed essi preghino per lui, **°°ungendolo d'olio nel nome del Signore: La preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà; se egli ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati. (Giacomo 5,14-15)
      **°°Olio Santo vero (alla marijuana, non semplice olio d'oliva), a chi soffre si cura prima il dolore del corpo, poi, forse, quello dello spirito "non lo si prende in giro, facendolo soffrire,  aspettando un miracolo.."
      In "Atti di Pietro e dei Dodici Apostoli" Gesù: Diede loro il sacchetto delle medicine e disse, “guarite tutti i malati della città che credono nel mio nome"...
      ”I guaritori delle anime, tuttavia, guariscono il cuore. Guarite i corpi in primo luogo, successivamente, così che attraverso il potere reale di guarigione per i loro corpi, senza la medicina del mondo, possano credere in voi, che abbiate il potere di guarire anche le malattie del cuore.”


      Le ragioni e gli scopi

      Probabilmente Gesù aveva l'intenzione di rendere l'uso e la somministrazione di questo Olio Sacro più diffusa tra le persone comuni "anche per gli scopi curativi", ma soprattutto per la liberazione di tutti gli ebrei dal giogo degli invasori "con metodi pacifici" e dai loro peccati.
      Cosa che invece gli era precedentemente preclusa e l'uso o la somministrazione dell'olio era riservato esclusivamente alla classe sacerdotale, questo potrebbe essere il primo segnale della vera ribellione anti-casta di Gesù, o del clamore che avrebbe suscitato con questo gesto tra i sacerdoti del tempio.

      Inoltre è possibile che anche Giovanni Battista avrebbe voluto iniziare delle persone a questa pratica, essendo un nazireo ribelle, e molto probabilmente "era stato" anch'egli un esseno.
      "L'analisi dello studioso David Flusser, in "Jesus" è ancora più decisa nel considerare che proprio l'aspettativa messianica degli esseni, che escludeva chiunque non fosse dei loro, aveva convinto Giovanni Battista (che sembrerebbe aver avuto contatti con loro) ad allontanarsene; afferma infatti: "Giovanni è così vicino agli Esseni da non potersi escludere che abbia fatto parte della loro comunità, ma dovette lasciarla perché contrario alla loro tendenza settaria e perché voleva rendere possibile la conversione in vista del perdono dei peccati a tutti gli Israeliti." da Jesus di David Flusser
      Ma forse Giovanni non si riteneva all'altezza di farlo, ma considerava invece l'autorità di Gesù "anche come discendente diretto di Re Davide" e che "vista la sua ampia esperienza religiosa, messianica o nell'utilizzo di simili e potenti mezzi" a Gesù questo atto non sarebbe stato precluso o proibito (anche rispetto al settarismo integralista degli Esseni).

      Un esempio di questo genere di autorità andrebbe cercato nel buddhismo tantrico tibetano, Buddhismo Vajarayana , dove alcuni riti "di yoga e di divinità tantriche" sono preclusi ai non iniziati nell'Anuttarayoga-tantra, ma grazie alla loro autorità, al Dalai Lama ed a pochissimi altri importanti religiosi è concesso di iniziare ed istruire anche alle pratiche più elevate, come il Kālacakra-tantra.


      Uno dei vasi di Olio Sacro delle grotte di Qumran "destra", recanti, oltre al nome di Gesù, la scritta: "Per l'Olio e per lo Spirito".
      Anche qui, evidentemente, non si parla di Spirito Santo "come emanazione di Dio", ma soltanto di Spirito "nel senso di unione con lo spirito divino"




      Way not?

      Per alcuni Gesù non poteva essere un Esseno perchè non predicava la cessione dei propri beni alla comunità (povertà), il celibato (castità), l'assoluta sottomissione alla volontà di un superiore, ecc..
      (Ma a me sembra solo un idiozia, e grazie alla sua autorità poteva permetterselo ed andare come un principe tra gli uomini, senza venire meno ai rigidi precetti seguiti dagli Esseni.)
      Altri suggeriscono che Gesù fosse un Esseno "anche se non settario", e che la Cristianità evolse da questa setta dell'Ebraismo, con la quale condivide molte idee e simboli.

      Da Marijuana in the Bible - Patients for Medical Cannabis

      "Non ci sono dubbi circa il ruolo della cannabis nella religione giudaica.
      Non c'è modo che una pianta così importante come fonte di fibre per tessuti e oli nutritivi, in più così facile da far crescere, sarebbe passata inosservata: La mera raccolta di essa avrebbe indotto una reazione eterogenea ".

      Carl P. Ruck "professore di Mitologia Classica alla Boston University", fa ulteriori commenti sulla continuazione di questa pratica nel periodo paleocristiano:
      "Ovviamente la facile disponibilità e la lunga tradizione della cannabis nel giudaismo antico, inevitabilmente l'hanno inclusa nelle misture usate dai cristiani."

      Anche se la maggior parte delle persone moderne scelgono di fumare o mangiare canapa:
      Quando i suoi principi attivi sono trasferiti in un vettore a base di olio*, può anche essere assorbito attraverso la pelle, che è in realtà un grande organo.
      Nel Nuovo Testamento della Bibbia, Gesù non battezzò nessuno dei suoi discepoli, come è praticato dalla Chiesa cattolica "attuale", ma invece li cospargeva esclusivamente di questo potente olio, invitando i 12 apostoli a fare lo stesso.
      Scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano" (Marco 6,13).
      Allo stesso modo, dopo la scomparsa di Gesù, Giacomo suggerisce:
      "Qualcuno di voi è infermo? Chiami gli anziani, della chiesa, ed essi preghino su di lui, ungendolo di olio nel nome del Signore" (Giacomo 5:14).

      Deve essere chiaro che nel mondo antico, malattie come l'epilessia sono state attribuite a possessione demoniaca, e per curare qualcuno di una malattia del genere, anche con l'aiuto di certe erbe, era lo stesso un esorcismo, o una loro guarigione miracolosa.
      È interessante notare che la cannabis ha dimostrato di essere efficace nel trattamento di epilessia, non solo, ma molti degli altri disturbi che "tra il popolo" Gesù ed i discepoli guarirono, come malattie della pelle (Matteo 8, 10, 11; Marco 1, Luca 5, 7, 17), problemi agli occhi (Giovanni 9:6-15), e problemi mestruali (Luca 8:43-48).

      Secondo antichi documenti cristiani, anche la guarigione di storpi potrebbe essere attribuito all'uso dell'olio santo.
      "Tu Olio Santo, dato a noi per la santificazione.. tu sei la piastra degli arti storti" (Atti di Tomaso).

      Un antico testo cristiano, Atti di Pietro e dei Dodici Apostoli, che è più vecchio del Nuovo Testamento "che si stima sia stato scritto nel secondo secolo DC", Gesù diede ai suoi discepoli un "kit di unguento"un sacchetto pieno di medicine", con le istruzioni di andare di città in città e guarire i malati.
      Gesù spiega che:
      "Si deve guarire prima i corpi, prima di poter guarire il loro cuore."

      "*n.p L'olio è il migliore vettore dei principi attivi della cannabis: Il THC (tetraidrocannabinolo) ha una bassissima solubilità in acqua, ma ottima in olio, burro "o altri solventi organici", a temperature di circa 120° centigradi".


      Alcuni passi dell'Antico Testamento

      “Tu non m’hai comprato con denaro della kaneh bosm, e non m’hai saziato col grasso dei tuoi sacrifici; ma tu m’hai tormentato coi tuoi peccati, m’hai stancato con le tue iniquità.”
      (Isaia 43:24) “O mia sorella, o sposa mia, tu sei un giardino serrato, una sorgente chiusa, una fonte sigillata.
      I tuoi germogli sono un giardino di melagrani e d’alberi di frutti deliziosi, di piante di cipro e di nardo, di nardo e di croco, di kaneh bosm e di cinnamomo, e d’ogni albero da incenso; di mirra e d’aloe, e d’ogni più squisito aroma.”
      (Cantico dei Cantici 4:12-13-14)
      “Che m’importa dell’incenso che viene da Seba, della kaneh bosm che vien dal paese lontano.
      I vostri olocausti non mi sono graditi e i vostri sacrifici non mi piacciono.”
      (Geremia 6:20)

      La necessità di una logica e più corretta rivalutazione

      In fondo, tutto quello che ho scritto qui non dimostra niente della vita di Gesù, dimostra soltanto l'ipocrisia che è stata creata intorno alla cannabis e che anche nella bibbia veniva considerata una sostanza preziosa e quasi divina:
      "Degna di essere offerta al Creatore, sempre presente nella liturgia del Tempio e nell'investitura di tutti i grandi Re d'Israele."

      Anche su questo uomo si è detto tutto ed il contrario di tutto, tanto che chiunque si metta a cercare notizie sulla sua vita, si ritrova in mezzo ad un accozzaglia di mistificazioni, opinioni personali, considerazioni, credenze assurde, denigrazioni, pareri, menzogne, esagerazioni, fantasie assurde, ecc..


      Anche le taumaturgie e la religioni che si riconoscono in quest'uomo non potrebbe essere più confuse, mistificate o piene di presunzione di unicità e straordinarietà:
      Infatti, grazie ad una quantità enorme di assurdità e mistificazioni "basate su invenzioni fantasiose e di comodo", hanno approfittato, dominando una buona parte del mondo per gli ultimi due millenni.

      Mentre Gesù gli gridava dal Vangelo "guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti!", cosa che sicuramente li riguarda personalmente, "essi, da bravi ipocriti farisei quali sono", sfruttavano e sfruttano ancora queste parole di Gesù "parole da sovversivo anarchico ed Esseno anticlericale" per scopi ben diversi da quelli desiderati, magari per giustificare l'ennesima persecuzione contro l'ebraismo o mettere al rogo l'ennesimo Giordano Bruno e proclamare il loro primato nella fede "infinitamente più politico che religioso".
      Anche per i vangeli "che erano tantissimi, tra riconosciuti e non riconosciuti" hanno scelto quelli che gli facevano più comodo, mistificandoli a piacimento, per i loro scopi di potere e politici "scartando come immondizia apocrifa tutti gli altri e tacciandoli anche di eretismo", infarcendo quelli più ruffiani verso il potere temporale di sacerdoti e regnanti di termini come "Spirito Santo", "Figlio di Dio" e "Beata Vergine Maria", di falso buonismo ipocrita, di falsa presunzione interessata per la castità o la morale comune, facendo diventare un rivoluzionario, un estremista come Gesù, in una pecorella compiacente verso il clero, il potere, la corruzione e la ricchezza; persino causa di guerre religiose "o peggio ancora, un bravo capro espiatorio da far rinascere a natale e da mandare al martirio dopo ogni pasqua".

      Se Gesù fosse vissuto in parallelo con la Chiesa cattolica, sarebbe stato crocifisso mille e mille volte "o forse messo al rogo come eretico, anche se non capisco, tra le due prospettive, quale sia la più crudele", solo se avesse ribadito il fatto di essere ebreo e profondamente ebraico, solo se avesse affermato di essere il Messia "giustamente, essendo della stirpe di Davide ed unto con l'olio Sacro", o il Re dei Giudei, o soltanto per l'essersi rifiutato di pagare le gabelle alla chiesa, o anche la presunzione di scacciare i mercanti dal tempio, di poter guarire e di poter persino parlare per conto di Dio.
      (Oggi, inoltre, verrebbe arrestato e trattato come un Anarco-insurrezionalista, per detenzione di stupefacenti a scopo di spaccio, per istigazione a delinquere, per esercizio abusivo della pratica medica e probabilmente "se esistesse ancora il reato" di vilipendio alla religione.)


      Religiosità,  pregiudizio e superstizione

      Ora ricordo perfettamente perchè mi sono appassionato alle religioni orientali ed in particolare al Buddhismo:
      In questa filosofia "che non ha nemmeno la pretesa di chiamarsi dogma assoluto" è tutto infinitamente chiaro "anche se talvolta complesso da capire in termini ordinari".
      Della vita del Buddha si sa tutto, non c'è quasi nessuna mistificazione o pretesa divinità:
      "A parte i poteri miracolosi ed esagerazioni varie delle credenze popolari".

      Si sa che era nato come Principe di un regno potentissimo, che aveva vissuto tra i più grandi lussi e piaceri di corte, che si era sposato ed aveva avuto un figlio, ma che lasciò tutto per diventare un povero monaco e dedicandosi all'ascetismo, che stava cercando la liberazione da ogni sofferenza, che ottenne questa liberazione meditando sotto un albero "dove diede i suoi primi insegnamenti sulle "4 Nobili Verità":
      Chi conosce questa religione, sa benissimo che le "4 Nobili Verità" sono il primo gradino di una scala che porta tutti gli esseri alla medesima comprensione, e che i primi insegnamenti furono compresi senza difficoltà anche da due bambini, un ragazzino intoccabile "un Paria" servo-pastore di bufali ed una ragazzina ricca appartenente alla casta dei mercanti.

      Nel buddhismo non ci sono differenze tra caste, di sesso, o persino nella dignità per ogni essere ed anche gli animali hanno il diritto di essere felici, di non essere uccisi e di essere liberati dalla sofferenza.

      In questa religione contano infinitamente di più i fatti che le parole e ogni mistificazione viene demolita dal potere della saggezza e dall'efficacia della pratica religiosa:
      "Ogni praticante ha il potere, diritto ed il dovere di desiderare di diventare divino, di quella divinità che non puramente materiale ed egoistica, ma è basata sulla compassione, sulla saggezza e sulla rinuncia agli inutili affanni del mondo":
      Cosa non possibile per le religioni monoteistiche, dove questa libertà è preclusa alle persone comuni, dove solo l'autorità religiosa ha il potere di pontificare o di mediare con il divino e lo stesso divino è considerato inesplicabile e quasi completamente irraggiungibile dall'uomo comune "tranne per alcuni considerati Santi e che vengono investiti dal basso, o eletti come tali, ma sempre da una autorità superiore, religiosa temporale e completamente fallibile".

      Un altro esempio perfetto di questa differenza di stile è Milarepa "un santo tibetano di cui alcuni potrebbero ricordare i famosi (Canti), ma anche soltanto per il film della Cavani e che parla della sua incredibile vita", egli divenne, nell'arco di una sola vita "grazie alla sua incredibile forza di volontà ed ad una fede certa" da mago "Bön e che usava la magia nera per uccidere i nemici" a Buddha completamente illuminato e la sua raggiunta buddhità si percepiva in ogni cosa che lo circondava, in ogni sua parola, in ogni gesto che egli faceva o situazione che lo riguardava:
      Molti lo paragonano a San Francesco ed infatti questo dovrebbe essere il vero esempio di Cristianità, non quella dei giochini di potere, degli scandali, delle menzogne e del potere autoreferenziale di cui si circondano nel Vaticano.
      I veri Cristiani si dovrebbero circondare univocamente e soltanto di autentica ed incessante pratica religiosa, di coerenza e di pura santità:
      Non di ricchezze materiali, di menzogne, di orgoglio e potere, di prepotenza ed intolleranza!

      Alcune fonti:
      "Figlio di Dio" era il titolo corrispondente al livello di Maestro presente all'interno della comunità degli Esseni. Tale teoria si basa sullo studio dei rotoli del Mar Morto, ritrovati presso Qumran nel 1946


      Usi Religiosi della Marijuana

      La cannabis ed alcune altre piante psicoattive sono espressamente previste nell'Induismo Shivaista e nel Buddhismo Tantrico "della Divinità Mahākāla" per scopi esoterici e medicinali.


       La Divinità del Buddhismo "Tantrico" Mahākāla

      WashingtonPost - article, A6995-2004/Jun/25
      "La Chiesa Metodista Unita, l'Union for Reform Judaism, il Progressive National Baptist Convention, la Chiesa episcopale, l'Associazione Unitaria universalista, la Chiesa Presbiteriana (USA), la Chiesa Evangelica Luterana in America e la Chiesa Unita di Cristo hanno fatto dichiarazioni che sostengono l'uso controllato di marijuana per ragioni mediche. "Secondo la nostra tradizione, un medico è obbligato a curare i malati", inizia una risoluzione adottata nel novembre dalla Union for Reform Judaism.
      La dichiarazione riconosce l'uso medico della marijuana come dei 5.000 anni di tradizione e incoraggia il governo federale a cambiare lo stato di marijuana da una sostanza proibita ad un farmaco di prescrizione.
      Una cosa notevole di sostegno religioso di marijuana medica è stata la mancanza di un dibattito intenso, soprattutto in tagli dilaniato sulle questioni di unioni omosessuali e l'ordinazione di sacerdoti gay, secondo gli attivisti religiosi...
      Alcune denominazioni asseriscono forte sostegno per la marijuana medicinale, ma rifiutano l'uso ricreativo - sostenendo in tal modo un obiettivo di secolari gruppi di pressione di marijuana, ma non l'obiettivo finale di depenalizzare completamente il farmaco."
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