Perchè in Italia non è Necessario Costruire le Centrali Nucleari



Il 12 - 13 Giugno 2011 l'Italia ha votato il referendum per l'uscita dal nucleare e contro la costruzione di centrali nucleari sul territorio nazionale:
Per la seconda volta gli italiani hanno dovuto esprimersi su questo quesito e per il quale "dopo l'incidente di Cernobil del 1986" avevamo già' dato il nostro parere.
(Ricordo che proprio il giorno successivo al disastro di Cernobil, io mi trovavo vicino a Vercelli a due passi dalla centrale di Trino Vercellese.)
 
12 - 13 Giugno 2011 referendum contro il nucleare

Ma, come spesso succede in Italia, ciò che viene fatto uscire dalla porta, spesso rientra dalla finestra e fatta una legge trovato l'inganno.

Così ci siamo ritrovati, a distanza di relativamente pochi anni, a dover votare sulla medesima questione ed anche questa volta all'alba di un grave incidente nucleare "la sciagura della centrale di Fukushima in Giappone".

Adesso, finché la breve memoria dell'uomo non dimenticherà il rischio subito, tutte le vittime odierne o future a causa della pericolosità e della fallibilità intrinseca di questa tecnologia.

Anche se in tutto mondo si sta sviluppando una nuova e generalizzata coscienza antinucleare, ma sino a quando l'uomo continuerà a dare la precedenza al guadagno rispetto alla sicurezza, alla crescita economica rispetto alla sostenibilità, allo spreco piuttosto che al risparmio delle risorse e comincerà a rispettare la fragilità del nostro pianeta, il genere umano si troverà sempre in un serio rischio di autodistruzione, di cambiamenti irreversibili del clima, di enormi disastri naturali ed apocalissi globali.

Questo incidente torna a rammentarci quanto possa essere pericolosa questa tecnologia, come non esista nel nucleare una reale o assoluta sicurezza e che mai potrà essere indipendente dagli errori umani o dagli eventi naturali catastrofici.

Senza considerare le enormi quantità di scorie nucleari che vengono prodotte, sostanze non presenti in natura "come il plutonio ed il polonio" che anche in particelle microscopiche, del peso di 1 o di pochi microgrammi "1/1.000.000 di grammo" sono mortali e restano radioattivi per decine di millenni.

Nessun paese con tecnologia nucleare, nonostante l'enorme quantità di denaro speso, o nonostante tutte le precauzioni adottate, è riuscito a trovare una soluzione definitiva per contenere queste scorie "neppure per 1000 anni", mentre il tempo di dimezzamento del plutonio è di 24.200 anni e ogni tentativo di costruzione di depositi permanenti di scorie è fin'ora fallito miseramente.

Neppure in Italia, nonostante l'Europa ci costringa a costruire il nostro sito definitivo per le nostre scorie nucleari, abbiamo trovato una soluzione a questo problema "anche se il resto dell'Europa non ha fatto di meglio ed il problema di condensa nel sito di Asse in Germania è un esempio di come non sia affatto facile risolvere questi problemi":

Ultimo e non certo ultimo incidente, l'ingente perdita di radioattività dal sito americano di Hanford "sito costato più di 90 miliardi dollari", o molto più vicino a noi, l'abbandono del sito di Asse in Germania "a pochissimi anni dalla sua costruzione e per motivi simili" ed in Italia "anche se in piccola scala" a Saluggia "vicino a Livorno".
Un deposito dovrebbe avere delle caratteristiche impossibili da trovare sul nostro pianeta, dovrebbe essere geologicamente stabile per 40/50.000 anni, privo di infiltrazioni d'acqua ed assolutamente irraggiungibile da chiunque "anche quando, probabilmente, della nostra civiltà non resteranno neppure le tracce".

Dobbiamo immaginare che i nostri discendenti, centinaia di secoli dopo la nostra scomparsa, possano scoprire un deposito di armi o di scorie nucleari, non riuscirebbero mai a decifrare i segni a loro sconosciuti "la nostra lingua attuale", dei simboli che per loro non hanno nessun significato:
Forse potrebbero credere di aver trovato un prezioso tesoro preistorico, ma in realtà "e senza volerlo" essi potrebbero scatenare una catastrofe nucleare globale.

Non è assolutamente certo che chi abiterà la terra dopo di noi, possiederà una cultura simile alla nostra, una tecnologia sufficientemente avanzata da poter gestire o mettersi al sicuro da queste sostanze "o più avanzata della nostra e capace di rendere innocue queste sostanze":
Soprattutto se prepariamo per i nostri figli e per loro "a causa della nostra cieca avidità" un mondo privo di risorse naturali, irrimediabilmente inquinato, ferito da disastri naturali o da armi di distruzione di massa.

L'unica centrale in costruzione attualmente in Europa, la grande centrale  EPR di Olkiluoto
in Finlandia, iniziata nel 2002 e già in ritardo di anni sui tempi stabiliti:
Doveva essere terminata nel 2009, poi si è passati al 2012 ed ora si parla del 2013:
Ancora la data della messa in funzione non è certa ed i costi sono praticamente più che raddoppiati.
Le nuove centrali nucleari "di ultima generazione" hanno già dimostrato la loro fallibilità ed il loro costo spropositato.
Inoltre questo tipo di centrali bruciano un combustibile "derivato dalle armi nucleari dismesse" chiamato MOX, una micidiale miscela di ossidi di uranio e di plutonio "lo stesso usato nella centrale n°3 di Fukushima", molto pericoloso, con scorie altamente tossiche impossibili da eliminare definitivamente e difficilissime da stoccare:
(Qualcuno a parlato di minore inquinamento ed ha ribadito "rispetto alle centrali tradizionali, alla fine del ciclo della centrale ci sarà soltanto un camion pieno di scorie", si ma un camion pieno di scorie di plutonio, una quantità sufficiente a spazzare via tutta la popolazione italiana e metà di quella europea).
"Visto che anche un milionesimo di grammo, se inalato o ingerito, è sufficiente ad uccidere un persona".
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Da Wikipedia - Plutonio:
Tutti gli isotopi e i composti del plutonio sono tossici e radioattivi. Rimanendo tra i metalli radioattivi, il
210Po è tossico con una LD50 in quantità di 1×10−8 g/kg [**] di peso. 
Il plutonio è comunque estremamente pericoloso se non manipolato adeguatamente. Le particelle alfa che emette non penetrano la pelle, ma possono danneggiare gravemente gli organi interni se il plutonio viene inalato o ingerito. Particolarmente a rischio sono lo scheletro, sulla cui superficie il plutonio è assorbito, ed il fegato, dove viene raccolto e concentrato. Particelle finissime di plutonio (dell'ordine dei microgrammi) causano il cancro ai polmoni per inalazione.
[**] 1/100.000.000 di grammo x chilogrammo
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Poi non credo che riusciremo a far entrare su quel camion "per quanto grande possa essere" i km di tubazioni arrugginiti e contaminati, le migliaia di tonnellate di calcestruzzo e lamiere, le acque usate per il raffreddamento del reattore, le varie apparecchiature, o i gas ionizzati prodotti dalla reazione termo-nucleare.
Sia la Francia che la Svizzera producono una buona parte della loro energia elettrica dall'atomo, per i fautori dell'energia atomica, il fatto che l'Italia sia circondata dalle centrali nucleari di altri paesi, dovrebbe essere una valida ragione per costruirle anche sul nostro territorio.

Ma la barriera delle Alpi, dovrebbe renderci naturalmente più protetti, rispetto all'immaginare un eventuale incidente nucleare, nella Pianura Padana "che al contrario ed a causa delle montagne" potrebbe rendere impossibile, per decenni "o per secoli" la possibilità della vita, nel territorio più sviluppato e maggiormente industrializzato del nostro paese.


La sciagura di Fukushima
(I giapponesi sono stati "in un certo senso" anche fortunati, molti degli inquinanti si sono dispersi in mare).

Costi o risparmi del nucleare

Questi paesi, nostri vicini, producono a causa della impossibilità di modulare la potenza della reazione nucleare "durante la notte o nei momenti di basso consumo" un grande surplus di energia elettrica, quella stessa elettricità che l'Italia acquista ad un prezzo molto concorrenziale e senza subire gli svantaggi del dover costruire le centrali atomiche.

Inoltre, non poterla cedere farebbe lievitare anche i costi dell'energia di questi paesi, dovrebbero sprecare quella prodotta nei momenti di bassa richiesta "non potendo cederla ai paesi vicini" ed essendo questi, già in surplus di produzione negli stessi medesimi periodi.

Anche noi saremo costretti a sprecarla non potendo sovraccaricare la rete durante il periodo di basso consumo, senza al contempo, poter ridurre i nostri costi della bolletta elettrica "più probabilmente dovremo subire degli aumenti, come aumenteranno anche i costi per francesi e svizzeri".

Quindi, acquistare questa energia elettro-nucleare di notte a noi costa molto poco, perché e comunque, questa elettricità andrebbe sprecata, altro discorso se la producessimo in proprio:
Questo può essere affermato anche riguardo all'energia prodotta durante tutto il giorno dalle centrali nucleari francesi e svizzere e la loro bolletta elettrica è più bassa, proprio grazie alla vendita di elettricità ai paesi vicini "quindi anche a noi", durante la notte.

Praticamente questi paesi producono "notte e giorno" una quantità costante e vicina al picco dei loro consumi, ma nel momento di bassi consumi sprecherebbero la maggior parte di questa elettricità, non potendo cederla:
Mentre noi Italiani siamo in deficit nella produzione elettrica nei picchi di massimo consumo, ma assolutamente in grado di fornire energia a basso costo nel periodo di consumo medio o basso ed inoltre "grazie al fotovoltaico", il nostro picco di richiesta, per il maggior condizionamento o la maggiore produzione industriale, spesso corrisponde con la maggiore produzione estiva da fonti rinnovabile "in specie dal solare".
 
C'è da considerare che, le centrali nucleari francesi sono generalmente di vecchia costruzione ed abbondantemente ammortizzate nel tempo; Inoltre, alcune delle loro spese energetiche vengono tassate fuori bolletta "come spese militari", possedendo una tecnologia militare nucleare ed usando il combustibile MOX derivato direttamente dai loro armamenti nucleari dismessi.
(quindi, molte delle spese per la produzione delle barre di combustibile ed il loro stoccaggio)

Quindi, per noi, sarebbe sufficiente incrementare il risparmio energetico, la produzione occasionale o locale "micro-generazione", l'eolico terrestre ed off-shore, la produzione da geotermico "potremo considerare di utilizzare anche l'immenso bacino vulcanico dei Campi Flegrei, nei pressi di Napoli" o il calore prodotto dal più grande vulcano sottomarino d'Europa "il Marsili":
Durante l'inverno potremo sfruttare "con la gassificazione delle biomasse" le abbondanti biomasse derivanti dalla coltivazione delle nostre foreste "abbandonate ed in grave pericolo di dissesto geologico", collegando sempre di più la produzione elettrica ad un più generalizzato utilizzo del tele-riscaldamento.
(La gassificazione delle biomasse è un processo pulito per trasformare le biomasse "scarti di legname, scarti agricoli, rifiuti domestici, ecc." in un gas, "tramite il calore, ma senza arrivare alla combustione", quindi senza produrre una grande quantità di CO2 ed inquinanti come diossina o polveri sottili, questo bio-gas può essere inviato al normale consumo domestico ed anche a celle a combustibile per la generazione diretta di elettricità "senza combustione".
Generalmente viene inviato a generatori con turbine a gas, e che, operando a temperature molto elevate, hanno comunque pochissime emissioni)
Usando maggiormente e meglio l'energia solare, il solare termodinamico, il mini-idroelettrico, il mini-eolico, la produzione di idrogeno da solare per le lavorazioni industriali, o usare l'idrogeno per accumulare l'energia prodotta durante giorno e per poi poterla usare durante la notte, potremo diventare completamente autosufficienti o quasi.

La Svizzera non possiede nel suo territorio grandi risorse naturali fossili, essendo "a causa della sua posizione geografica" circondata da montagne e non avendo accesso al mare:
Alla Svizzera è preclusa la possibilità di costruire importanti gasdotti ed oleodotti, quindi, rispetto a noi, ha una necessità maggiore di costruire delle centrali nucleari.

Ma, anche loro, dopo la tragedia di Fukushima, hanno dovuto rivedere tutte le misure di sicurezza per queste centrali, risultate non completamente sicure in caso di alluvioni o di altri eventi geologici.

Al contrario noi italiani tramite i tre gasdotti, importiamo una grande quantità di gas naturale "metano" da Libia, Russia ed Algeria:
Che, nonostante sia ancora un combustibile fossile, tendente "non a breve termine" ad esaurirsi, è molto meno inquinante del petrolio o del carbone.

Nave metaniera e rigassificatore off-shore

In Italia stiamo anche costruendo alcuni rigassificatori offshore, per il più' economico metano liquido, che "grazie agli investimenti del governo Prodi" viene trasportato con le nostra eccellente flotta di navi gassiere o metaniere costruite dalla Fincantieri.

C'è da dire che, successivamente il governo Berlusconi ha firmato un contratto capestro con la russa Gazprom "società posseduta per più del 50% dal Cremlino e quindi da Putin" e la Libia di Gheddafi, che ci fanno pagare il metano ad un costo maggiorato del 20/25% "rispetto agli altri paesi europei", con l'opzione a favore dei russi e dei libici, che percepiscono questo compenso "maggiorato" per altri 30'anni anche se noi il gas non lo usassimo o non lo volessimo più "un bel vitalizio, anche per qualche amico". 
«Per favorire i russi, il governo Berlusconi ha svenduto gli idrocarburi in loco, e ha appoggiato il gasdotto South Stream, così è Gazprom a imporre il prezzo del gas e l’Eni, che appoggiando il gasdotto alternativo Nabucco avrebbe potuto ridurre i prezzi, si è tagliata le palle». Secondo il dirigente, che ha accettato di parlare sotto anonimato, «all’ad Paolo Scaroni glielo ha detto Berlusconi, che ha i suoi rapporti con Putin. È una questione geopolitica e di interessi personali: l’Italia ci perde, ma qualche italiano ci guadagna. Esiste una società kazaka chiamata Zhaikmunai controllata dai paradisi fiscali, che ha un piccolo campo di esplorazione in Kazakistan e tira su dei ricavi nell’ordine di un milione di dollari al giorno con margini del 50%. Io chiesi a Eni chi erano i proprietari e mi dissero: occupati del tuo lavoro e non rompere i coglioni. Parlai con dei dirigenti della petrolifera di stato kazaka: mi dissero che in Zhaikmunai si nascondono interessi di politici kazaki e italiani». Chi? «Uomini importanti del centrodestra, i soliti. I nomi me li hanno fatti, poi in Eni mi hanno chiaramente detto di stare attento al fuoco amico, quindi io sto zitto».
Repubblica riporta in un articolo a firma di Andrea Greco che Bill Emmott, ex direttore dell’Economist, ha detto:
«Ho parlato con uomini dei servizi segreti britannici e sanno bene che il rapporto politico Berlusconi- Putin è anche d’affari, con relazioni personali e corrotte che riguardano il gas». Zhaikmunai è un affare per pochi. La società esiste, ha un sito, prospera, con una redditività superiore al 50% dei ricavi (saliti da 108 milioni del 2007 a 340 milioni l’anno scorso). Ha anche titoli quotati a Londra. Ma ha una trasparenza tutta sua, che si limita all’operatività ed esclude l’azionariato. Fra le tracce lasciate negli archivi c’è il curioso legame con due Sicav lussemburghesi — World Invest e Aerion Fund — che l’anno scorso hanno acquistato suoi bond per 450mila dollari. Pochi, ma perché tra tutte le società mondiali puntare proprio su un’anonima piccola estrattrice kazaka? Forse si capirebbe meglio tenendo a mente che le due Sicav sono emanazioni della Banca Arner. Di fatto gestite dall’istituto svizzero dove Silvio Berlusconi è titolare del conto corrente numero 1.
«I giganti come Eni ed Enel operano prevalentemente con i contratti take or pay: sono accordi pluriennali, anch’essi molto misteriosi con fornitori internazionali, e la formula prevede che si paghi comunque, anche se il gas non viene ritirato.
Ne ha parlato Report, ricordando che l’ ENI ha rinegoziato con la Russia il contratto take or pay prolungandone la durata a trent'anni. È accaduto nel 2009 poco prima della vertiginosa caduta del prezzo del gas.»
Queste navi criogeniche, trasportano il gas metano a -161.4 C°, liquidificato e notevolmente ridotto nel volume "molto più conveniente e sicuro da trasportare":
Queste navi possono sfruttare i giacimenti più lontani, prezzi più bassi "fino al 50% rispetto a Russia o Libia" ed inferiori costi di trasporto "liquidificando il gas metano se ne riduce estremamente il volume".

Una volta raggiunto il rigassificatore il metano viene nuovamente gassificato, inviandolo al normale utilizzo domestico ed alle centrali elettriche.
I contro di questa tecnologia ci sono l'estrema pericolosità del procedimento di rigassificazione "se non eseguito scrupolosamente", a causa della sua infiammabilità, mentre è liquido non è particolarmente pericoloso da trasportare, ma con il riscaldamento "a temperatura ambientale", aumenta notevolmente il suo volume e quindi la sua pressione:
Per questa ragione, questi impianti vengono generalmente costruiti su piattaforme marine distanti dalla costa e dal pericolo di dispersione "anche del cloro usato nel processo criogenico", o a causa di eventuali perdita di gas ad alta pressione.

(consideriamo comunque che il gas naturale è estremamente volatile ed anche rispetto al GPL è più leggero dell'aria, fatti come l'incendio alla stazione di Viareggio, difficilmente "o mai" potrebbero accadere).

Possiamo sempre sviluppare tecnologie di rigassificazione sempre più affidabili, comunque sempre molto più sicure e dai costi enormemente più bassi rispetto allo sviluppo di tecnologie di fissione termo-nucleare estremamente più complessa, costosa ed intrinsecamente inaffidabili.

A favore abbiamo, oltre al costo inferiore del metano liquidificato, una grande quantità di energia frigorifera che viene generata dal cambiamento di stato del gas "da liquido a gassoso e che viene conservato alla temperatura di −161,4 °C":
Questo freddo è utilizzabile per fornire raffreddamento ad impianti industriali per la conservazione degli alimenti, tele-raffreddamento domestico e per azionare motori a combustione esterna Stirling producendo energia da scambio di calore da solare, geotermia ed anche dal semplice calore naturale dell'acqua marina.

 Il motore Stirling:
(animazione e funzionamento)
Sfrutta la variazione di temperatura derivante da (combustione esterna, calore solare, ecc.) ed un sistema di raffreddamento efficiente.
L'espansione e la contrazione di fluidi o gas, generano un moto cinetico: Questo motore, se accoppiato alla produzione di calore (dal solare, da combustione biomasse, geotermia, ecc.), genera elettricità' senza produrre inquinamento.
Se riuscissimo a sfruttare "grazie al freddo prodotto" una tecnologia valida per il recupero della CO2 "cattura e sequestro CO2", potremo anche sfruttare un'altro metodo per il carbone "pulito", trasformando ed accumulando "grazie al freddo" la CO2 "sublimandola" sotto forma di ghiaccio secco.
(se inviassimo i fumi "pre-depurati da zolfo, polveri sottili, percolato, ecc." ad un rapido raffreddamento in grandi "dry ice box", potremo sublimare la CO2 in cristalli di ghiaccio secco "alla temperatura è di -78,6 °C" ed usabile per la stessa accumulazione del freddo) 

Altri modi per ottenere l'energia

Il solo problema difficile da risolvere è quello del petrolio per i veicoli, questo resta costoso, soggetto a speculazioni ed assolutamente necessario per i veicoli che abbiamo adesso:
Per questo scopo le centrali nucleari non ci sono molto utili, ma comunque, la maggiore quantità dei combustibili fossili vengono oggi usati per l'auto-trazione.

Il petrolio è assolutamente necessario, ma non dovrebbe essere cosi.

Oggi esistono delle alternative altrettanto valide "e molto più ecologiche" come il metano per autotrazione, o nell'uso cittadino e per nostri piccoli spostamenti c'è sempre l'auto elettrica.

(dobbiamo considerare che la tecnologia dell'auto elettrica non viene sufficientemente sviluppata dalle case automobilistiche, soprattutto a causa della loro maggiore convenienza nello sfruttare ancora i pregi ed i difetti del motore a scoppio, ad esempio, un motore elettrico può viaggiare per centinaia di migliaia di km senza mai dare alcun problema, rischiando così che non vi sia un sufficiente ricambio di mezzi ed inoltre le innovazioni tecnologiche del motore elettrico sono ormai sufficientemente stabili)

Purtroppo l'auto elettrica è ancora troppo cara e lenta da ricaricare, mentre l'auto ad idrogeno è ancora molto lontana dalla produzione in serie, almeno per quell'auto in cui potremo inserire un po d'acqua dentro il serbatoio, viaggiando senza inquinare o senza spendere un centesimo in combustibili.

Auto con serbatoio ad idrogeno

L'idrogeno sia stato usato, nelle missioni spaziali, da oltre trent'anni, esistono metodi di facile produzione domestica partendo da fonti rinnovabili e di stoccaggio sicuro in serbatoi a spugna ioduro metallica o a nano-tubi di carbonio:
Ma le case automobilistiche non investono sufficientemente in queste tecnologie, o nelle fonti rinnovabili, o nella ricerca di una mobilita più sostenibile ed a basso costo.

Fin'ora la ricerca automobilistica si è fermata alle celle a combustibile, che sfruttano comunque i carburanti fossili "anche se in un modo molto meno inquinante", oppure nella costosissima, pericolosa e poco praticabile conservazione/distribuzione dell'idrogeno criogenica "a bassissime temperature".

La produzione domestica e industriale dell'idrogeno

Idrogeno da elettrolisi

Intanto nelle ricerche delle nostre università, si creano e si sperimentano sempre nuovi sistemi per la produzione dell'idrogeno, vengono costruite le prime abitazioni sperimentali, completamente indipendenti dalla rete pubblica dell'energia, a consumi ed impatto zero.

Mentre la ricerca di fonti alternative "se concretamente aiutata" potrebbe fare rapidamente dei passi da gigante, renderci tutti più ricchi ed indipendenti dal petrolio:
Prendiamo ad esempio l'idrogeno, questo è presente ovunque ed in quantità inimmaginabili "essendo il principale costituente dell'acqua": Questo gas non inquina, non e' tossico, ha un potere energetico enorme "anche rispetto al petrolio", è praticamente gratuito "se prodotto con fonti rinnovabili", ed essendo estremamente volatile, non è neppure troppo pericoloso.

Oggi, nei serbatoi a nano-tubi di carbonio o a spugna di ioduro di titanio, è possibile accumulare migliaia di litri di idrogeno gassoso, in questi "relativamente" piccoli serbatoi, nella massima sicurezza, a temperatura ambientale ed a bassa pressione.

Quindi è sempre più possibile produrre in proprio il carburante che consumeremo, sono sufficienti dei pannelli solari o una ventola eolica, ed un elettrolizzatore:
Possiamo creare l'idrogeno partendo direttamente dall'acqua ed "una volta ammortizzata la spesa iniziale" anche gratuitamente.

Possiamo usare l'idrogeno per rifornire l'auto, creare l'elettricità "con un generatore o celle a combustibile", cucinare e riscaldarci.


Produzione industriale dell'idrogeno
 
Nell'industria e nelle grandi richieste di energia, questa tecnologia potrebbe rendere le grandi aziende e le industrie completamente autonome dalla rete elettrica e del gas, ridurre i costi di produzione e dell'energia, le quantità di inquinanti, quasi azzerando la CO2 prodotta e recuperando i crediti derivanti dal rispetto del protocollo di Kyoto.

Intanto l'Islanda sta per diventare il primo paese completamente indipendente dai combustibili fossili, Reykjavík la prima capitale con i mezzi pubblici, produzione e distribuzione "gratuita" di elettricità e la distribuzione centralizzata dell'idrogeno prodotto da elettrolisi e da geotermia.
Bombole idrogeno per autobus
Tutta l'energia prodotta in eccesso da geotermia o dall'eolico viene poi trasformata "ed accumulata" in idrogeno, esportato in parte ed in tutto il mondo sotto forma di fertilizzanti ammoniacali "il cui costo è dovuto, per oltre il 90%, dall'energia per la sua produzione".

L'economia dell'Idrogeno

Altre eccellenti, quanto sconosciute, tecnologie per la produzione dell'idrogeno

 

Idrogeno da termo-elettrolisi

L'alta temperatura aumenta la capacità di separare l'idrogeno dall'acqua con l'elettrolisi.

L'uso di vapore ad alte temperature di 800-1000 C°, aumenta anche del 90% l'efficienza della reazione elettrolitica.
 
Idrogeno da idrolisi, "reazione chimica acqua sodioboroidruro"

Da un brevetto dell'italiana ENEA per la produzione di idrogeno, con cartucce di sale (NaBH4) "idrolisi", con una reazione controllata e sicura di sodioboroidruro con l'acqua.

Con un serbatoio di 30 litri di acqua ed una cartuccia di 15 kg di sale sodioboroidruro (prezzo approssimativo di circa 1$ al kg) è possibile alimentare il motore "a combustione interna" di un auto "di medio-piccola cilindrata" per 500 km, con un flusso di 0,5 lt di idrogeno al minuto.
(con un potere calorico superiore a qualunque combustibile)

Generatore idrogeno da 5 kw a sodioboroidruro da: El.Ma. ElectronicMachining srl - Via S. Cassiano, 20 - 38066 Riva del Garda (TN) - Italia

L'idrogeno viene prodotto da una "non tossica" reazione chimica con acqua, di composti molto comuni in natura "specialmente negli antichi laghi salati prosciugati".

Il prezzo industriale di questo sale "molto abbondante in natura" dovrebbe mantenersi intorno al dollaro per kg "e persino diminuire", il cui consumo "percorrenza di +/- 33km/kg" ed una spesa di circa 0,025€/km.

La produzione di idrogeno da membrana

Sono membrane inorganiche in lega di argento-palladio o di ceramica, un materiale poroso ed in grado di lasciar passare soltanto le particelle d'idrogeno, separando l'idrogeno da combustibili gassosi ed altre miscele di gas.

Per il momento è in sperimentazione per ottenere idrogeno puro dalla purificazione degli scarichi industriali tossici, questo sistema in futuro, sarà probabilmente utilizzato per ottenere idrogeno dal vapore acqueo ad altissime temperature +/- 3000 C° "termolisi" e dal biogas delle fermentazioni organiche.
(potrebbe essere accoppiato alla produzione elettrica da turbine a gas, sfruttando le altissime temperature raggiunte, per produrre del vapore ad oltre 3.000 C°)

Al momento serve "nelle celle a combustibile" per estrarre, con la gassificazione, l'idrogeno dai carburanti e dal carbone evitandone la combustione "carbone pulito" ed inviarlo alle celle a combustibile per la generazione elettrica diretta, i processi industriali, la combustione o lo stoccaggio in serbatoi.

La micro generazione

Questa tecnologia deriva da un idea degli anni 80, di un ingegnere FIAT, il principio è semplicissimo, usare piccoli motori elettro-generatori a metano, molto silenziosi ed ecologici, collegarli in rete ed avviarli soltanto nel momento della richiesta energetica.

Questi generatori producono l'elettricità e calore per piccoli condomini, unità abitative mono o pluri familiari e "Monti volendo" possono cedere il surplus di elettricità alla rete elettrica:
Si collegano alla normale rete cittadina del gas metano ed a una centralina elettronica che controlla il loro avvio e spegnimento "nei momenti di minore e maggiore consumo", mantenendoli in stand-by se non c'è nessuna richiesta termica o di energia elettrica.

Ora questa tecnologia viene prodotta da Volkswagen "nonostante la paternità italiana e Fiat", Fiat come al solito ha perso il treno e non ha mai sviluppato questa idea.


E' un altra fonte di energia rinnovabile estremamente efficiente, ma della quale in Italia non si parla molto o quasi per niente, nonostante derivi anch'essa da un progetto italiano ed in particolare da un'idea del premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia.


Torre solare del Progetto Archimede

Le centrali solari termo-dinamiche "Progetto Archimede o Solucar" sono l'evoluzione delle precedenti centrali termodinamiche ad olio termico "molto sperimentate negli US", in queste centrali un sistema di specchi dirige la luce del sole verso una torre, dove grazie al calore generato ed all'interno di uno scambiatore, viene fuso del sale di sodio e di potassio "semplice sale da cucina e concime chimico" arrivando a temperature di esercizio di "oltre" 500 C°:
Temperatura impossibili da raggiungere nelle vecchie centrali termodinamiche lineari "a specchi concavi ed olio" e che raggiungevano un massimo di 140/160 C°.

In queste torri il calore del sale fuso viene conservato per parecchie ore "talvolta anche per giorni", producendo "grazie allo scambio termico" vapore ad alta-altissima temperatura ed alta-altissima pressione.

Questo vapore serve direttamente per alimentare le turbine per produzione di energia elettrica, e come prodotto secondario del raffreddamento del vapore, calore per scaldare altra acqua, per il teleriscaldamento di case e serre agricole.


Centrali solari termodinamiche in Spagna, deserto dell'Andalusia 

La Spagna sta costruendo un gran numero di queste centrali, queste unità termodinamiche non necessitano di grandi quantità di acqua potendo recuperare sempre la stessa "essendo completamente priva di inquinanti e radiazioni", quindi, questa acqua può anche essere riutilizzata per tutti gli usi domestici, industriali e l'irrigazione.

Le centrali Archimede "essendo costituite principalmente da specchi" non hanno gli enormi costi di costruzione, utilizzo e manutenzione delle centrali atomiche, non inquinano l'ambiente, sono rapide da costruire, sono modulabili, creano energia per decenni sia di giorno che "grazie all'accumulo di calore" durante notte, dopo 5 anni di esercizio si sono già completamente ripagate e producono ancora tanta energia elettrica gratuita "per altri decenni"
"e la produzione in serie ne ridurrebbe ulteriormente i costi".


Ma in Italia il progetto è quasi fermo da oltre 10 anni
(o assolutamente indietro nei tempi di sperimentazione e messa in esercizio)
Nel dicembre 2007, il secondo Governo Prodi ha approvato un piano industriale per costruire dieci centrali da 50 MWatt nel sud Italia:
Nel luglio 2009 il Governo Berlusconi ha approvato una mozione critica riguardo al solare termodinamico, ritenuto poco efficiente in confronto con la nuova politica di rilancio del nucleare.

Carlo Rubbia ha dovuto cercarsi all'estero "in Spagna" il riconoscimento che si meritava.
Premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia

Gli oppositori del progetto Archimede, in Italia, hanno criticato la grande quantità di superficie necessaria per produrre la stessa quantità di elettricità con il nucleare e sostituire le fonti energetiche tradizionali.

Probabilmente, Rubbia farebbe notare che produrre la stessa energia da centrali nucleari occuperebbe uno spazio uguale o poco inferiore, dato l'impossibilità di poter costruire le centrali atomiche nelle vicinanze di abitazioni "le centrali dovrebbero trovarsi a 30km di distanza dalle prime abitazioni", che sarebbe complesso trovare aree con i requisiti necessari di sicurezza, disponibilità di acqua, stabilità geologica ed inoltre bisognerebbe convincere la popolazione residente a convivere con una centrale nucleare come vicino.
Rubbia: Il nucleare in Italia? Non risolverebbe il problema dei costi energetici

Inoltre, dico io, se le caratteristiche geografiche dell'Italia "piccoli centri abitati, l'uno vicino all'altro", rispetto a costruire grandi centrali inquinanti, non sarebbe meglio realizzare una rete di piccole unità termodinamiche, eoliche, solari e di gassificazione di biomasse.

Con una centrale termodinamica della dimensione di un ettaro "grande come un campo di calcio" (potenza 2,5/5 MW) "e dal costo energia di 10/11 centesimi di euro al Kwh", la spesa di costruzione potrebbe essere affrontata ed ammortizzata rapidamente, anche dai piccoli comuni, i quali potrebbero realizzare una volta recuperata la spesa iniziale "per la costruzione", un notevole guadagno in termini di investimento "anche ecologico" e di risparmio elettrico.
"il costo dell'energia elettrica da solare-termodinamico è di 0,14 euro/kWh ed in plausibile discesa "nei prossimi anni" a meno di 0,10 euro/kWh. Mentre, secondo Legambiente, il costo dell'energia dal nucleare rimarrebbe stabile intorno ai 0,14 euro/kWh "almeno per i primi 8 anni di attività", ma le spese ci perseguiterebbero per decenni, o almeno finché non risolveremo definitivamente il problema delle scorie, basta vedere i costi derivanti dai nostri "miseri" 6 anni di nucleare"
Faccio un esempio, una piccola città come Viareggio, 40/50.000 abitanti in inverno, quasi il doppio durante l'estate "grazie al turismo", una grande pineta con centinaia di ettari di alberi da curare e poco spazio edificabile disponibile.

Con una centrale solare termo-dinamica, costruibile anche vicino alle case e senza alcun rischio per le persone che vi abitano vicino:
Un'altra centrale turbo-multi-gas "metano da gassificazione e gas da biomasse":
(Le biomasse deriverebbe dalla pulizia della pineta, o dal taglio periodico dell'abbondante canna palustre, dagli scarti agricoli, dagli scarti del legname usato nei cantieri navali, dalla lavorazione della cartapesta, ecc.)

Viareggio potrebbe diventare completamente autonoma, "Monti volendo" una produttrice di energia elettrica e fornirebbe anche il teleriscaldamento per molte famiglie o alle serre per la floricoltura:
Nello stesso tempo, si darebbe lavoro a centinaia di persone "altrimenti disoccupate durante l'inverno", si potrebbe recuperare "e far fruttare" il grande patrimonio naturale della pineta di Levante, oggi inutilizzato ed un intrico quasi impraticabile, un luogo di degrado, di spaccio, di loschi traffici o criminalità.

Dobbiamo considerare molto seriamente e favorevolmente le pale eoliche off-shore, che forse non sono belle da vedere, ma che producono "sfruttando il vento termico, quasi costante in mare aperto" una grande quantità di energia a basso e bassissimo costo.

Pale eoliche off-shore stabili (per fondali bassi)



Le pale eoliche off-shore fluttuanto (per fondali profondi)

Fluttuanti, perchè non sono stabilmente bloccate al fondale, quindi possono essere facilmente spostate o rimosse.

Grazie alle pale eoliche off-shore "fluttuanti", adatte ai fondali profondi del Tirreno, potremo arrivare a produrre e superare il 20% dell'elettricità necessaria al nostro Paese, facendo lavorare i nostri cantieri navali per moltissimi anni.

Rispetto alle "enormemente" costose centrali nucleari "8-10 miliardi di euro" e che producono scorie "quasi eternamente tossiche", necessitano di anni attesa per la loro decontaminazione, inoltre, per essere smantellarle, richiedono una cifra superiore a quella impiegata per costruirle.
(In Gran Bretagna, la spesa per lo smantellamento degli impianti nucleari è stata calcolata a 104 miliardi di euro "Nuclear Decomissioning Authority, luglio 2008")
(Se va bene sono 24 milioni all'anno per 10 anni, per poi avere un'altro sito "provvisorio", già in costruzione e dal costo approssimativo di 15/20 milioni)

Mentre le grandi pale eoliche, anche di oltre cento di metri di altezza, a 2/3 miglia di distanza, sono praticamente minuscole e quasi invisibili dalla costa.

Anche una grande nave è appena visibile a quella distanza, mentre forse, molte persone verranno da lontano per vederle in funzione:
Anche le imbarcazioni turistiche ed i pescatori non avranno svantaggi o divieti di pesca particolari, dovranno soltanto rispettare quelli già esistenti all'interno delle tre miglia "marine" dalla costa.

Pala eolica fluttuante ed ancorata al fondale
 
Come potete vedere non ho parlato di cose fantascientifiche, fusione nucleare o di raggi cosmici,
tutte queste tecnologie sono già disponibili, già ampiamente usate o testate, "ed al contrario del nucleare da fissione" economiche e sicure.

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